10 Settembre 2026 ☁ 22°

Settore moda in Toscana: i numeri preoccupanti di Arezzo e Valdarno

Il settore moda in Toscana, con un focus su Arezzo e Valdarno, sta vivendo una crisi profonda. Scopri i numeri e le proposte per il futuro

Settore moda in Toscana: i numeri preoccupanti di Arezzo e Valdarno

Il settore moda in Toscana, con particolare attenzione ad Arezzo e Valdarno, sta affrontando una crisi che va ben oltre le fluttuazioni congiunturali. I dati recenti rivelano una situazione sempre più complessa, con un impatto significativo sull’economia locale e sull’occupazione.

La CNA Federmoda Arezzo ha lanciato un allarme riguardo alla situazione critica del comparto moda, che include tessile, abbigliamento, calzature e pelletteria. La crisi, che ha colpito duramente il territorio aretino e il Valdarno, richiede interventi concreti e urgenti.

I numeri della crisi nel settore moda

Al primo trimestre del 2026, in provincia di Arezzo, le imprese del settore moda ammontano a 771 con un totale di 960 unità locali. Di queste, 420 sono imprese artigiane. Gli occupati nel settore sono 7.728 che salgono a 8.975 considerando anche le unità locali di aziende con sede fuori provincia.

Tra il 2026 e il 2026, il territorio aretino ha perso 268 imprese del comparto, contribuendo a un saldo negativo nazionale di oltre 20.000 aziende scomparse. Questo dato evidenzia non solo una contrazione economica, ma anche una progressiva perdita di competenze, occupazione e presidio produttivo sul territorio.

Un altro segnale allarmante è il crescente ricorso agli ammortizzatori sociali. I dati relativi al Fondo FSBA destinato alle imprese artigiane, mostrano un aumento costante delle richieste tra la fine del 2026 e l’inizio del 2026. Le aziende che hanno fatto ricorso allo strumento sono passate dalle 64 di alle 182 di marzo 2026, con un incremento del 184%. I lavoratori coinvolti sono aumentati da 319 a 980 con un aumento del 207%.

Dopo i comparti dell’oreficeria e della metalmeccanica, il settore moda si colloca al terzo posto con il 16% delle domande presentate nel primo trimestre del 2026, registrando un incremento del 66% rispetto all’ultimo trimestre del 2026.

Le dichiarazioni dei presidenti di CNA Federmoda

“I dati aretini confermano che la crisi non è più congiunturale ma strutturale” afferma Paolo Pernici presidente di CNA Federmoda Toscana e presidente CNA Valdarno. Pernici sottolinea l’importanza di interventi capaci di sostenere la competitività delle imprese e di salvaguardare l’occupazione.

Per affrontare questa crisi, CNA Federmoda ha elaborato un Piano Strategico 2030 fondato su tre direttrici principali: valore economicovalore sociale e valore ambientale. Tra le proposte avanzate figurano l’istituzione di comitati distrettuali di filiera, una certificazione unica della moda, una Carta della filiera equa per regolare rapporti e pagamenti tra imprese, l’Academy CNA Federmoda per la formazione delle competenze e un osservatorio dedicato ai costi delle commesse.

Moreno Fabbri presidente di CNA Federmoda Arezzo sottolinea l’importanza del principio della responsabilità condivisa lungo tutta la filiera. “In un territorio come il nostro, caratterizzato da una rete di piccole e medie imprese altamente specializzate, è fondamentale che costi, rischi e benefici siano distribuiti in modo più equilibrato tra tutti gli attori coinvolti”, afferma Fabbri.

Le imprese aretine stanno affrontando una fase estremamente delicata e hanno bisogno di condizioni che consentano loro di continuare a investire, innovare e mantenere occupazione. Fabbri auspica che questi temi possano essere approfonditi anche nell’ambito del Tavolo regionale per la crisi della moda che spera venga riconvocato quanto prima.

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