23 ottobre 2026 🌧 14°

Sicurezza a Firenze: Digos perquisisce, i manifestanti cambiano piano

Firenze affronta un weekend teso: la Digos perquisisce, le autorità si rinforzano e gli attivisti modificano all’ultimo minuto i luoghi di incontro.

Sicurezza a Firenze: Digos perquisisce, i manifestanti cambiano piano

Il 24 ottobre la capitale toscana si prepara a gestire due cortei che non hanno ricevuto il nulla osta delle autorità. Le manifestazioni, programmate per le ore pomeridiane, sono state annunciate esclusivamente tramite canali social e non sono state comunicate alla Questura, scatenando un allarme diffuso tra amministratori e forze dell’ordine.

Da parte sua, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito in via straordinaria presso la Prefettura per valutare le misure più idonee. La sindaca Sara Funaro ha ribadito che “non tolleriamo episodi di violenza” e ha chiesto massima prudenza ai cittadini, evidenziando la tradizione fiorentina di protesta pacifica.

Le due manifestazioni non autorizzate

Il primo corteo, denominato “Noi il popolo-altro movimento“, dovrebbe radunarsi in Piazza della Signoria. Il secondo, promosso dal Movimento 17 ottobre, è previsto in Piazza Santa Maria Novella. Nessuna di queste iniziative è stata previamente comunicata alla Questura, né è stata inviata alcuna richiesta di autorizzazione, facendo scattare le procedure di emergenza previste dalla normativa sulla sicurezza pubblica.

Il Comune ha avviato contatti con le associazioni di categoria del commercio locale, mentre la Prefettura sta valutando l’impiego di rinforzi provenienti dalla Squadra mobile e, se necessario, il supporto di un elicottero della Polizia di Stato, anche se la decisione finale è ancora in sospeso.

Operazioni della Digos in Toscana

A seguito degli scontri verificatisi il 17 e 18 ottobre a Milano, Torino e Bologna, la Digos ha effettuato perquisizioni domiciliari e personali in 18 città italiane. In Toscana, il conto è di dodici soggetti: a Firenze sono stati perquisiti cinque minorenni e due maggiorenni, a Siena due adulti, ad Arezzo altri due e a Prato una persona. In totale, le indagini hanno riguardato circa 100 individui, di cui 51 minorenni, individuati tra i responsabili dei disordini.

Le perquisizioni sono state effettuate su delega dell’Autorità giudiziaria e, in alcuni casi, d’iniziativa della Digos, con l’obiettivo di impedire eventuali infiltrazioni e di raccogliere informazioni utili per prevenire ulteriori episodi di violenza.

Il ruolo dei social e la nuova strategia dei manifestanti

I canali Instagram e Telegram sono stati il principale veicolo di informazione, ma la loro attendibilità è stata messa in dubbio. L’account “Firenze in piazza 17”, che aveva organizzato il corteo studentesco del venerdì precedente, ha pubblicamente smentito ogni coinvolgimento nei raduni di sabato, accusando gruppi di estrema destra di aver diffuso la convocazione.

Parallelamente, gli studenti delle scuole occupate hanno diffuso avvisi che invitano a non partecipare, avvertendo di possibili infiltrazioni esterne. La Polizia postale, in collaborazione con la Digos, monitora costantemente le chat di WhatsApp e Telegram, dove circolano allarme su presunti gruppi di centinaia di giovani provenienti da altre città pronti a compiere atti vandalici.

Il Movimento 17 ottobre ha modificato la sua tattica: sul proprio profilo Instagram è stato pubblicato un nuovo avviso che indica che il punto di ritrovo sarà comunicato solo mezzo ora prima dell’inizio, con l’indicazione di tre possibili piazze di partenza. Il messaggio esorta i partecipanti a spostarsi in piccoli gruppi per “proteggersi e riconoscersi”.

Prospettive per i giorni successivi

Oltre alle manifestazioni di sabato, la città dovrà prepararsi per l’arrivo del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, previsto per lunedì 26 ottobre, e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che sarà presente il giorno successivo. Entrambi gli eventi sono stati accompagnati da avvisi di potenziali proteste studentesche, aggiungendo ulteriore pressione sulle forze dell’ordine.

Firenze si trova a bilanciare la difesa del diritto di manifestare con la necessità di garantire ordine pubblico. Le autorità hanno intensificato i controlli, le indagini della Digos continuano e i manifestanti, pur mantenendo un profilo anonimo, stanno sperimentando nuove modalità di raduno per eludere la sorveglianza.

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