Il festival Boccascena 2026 prosegue il suo viaggio tra le radici culturali e le tradizioni popolari con due serate dedicate al teatro di narrazione e alla canzone d’autore. Gli appuntamenti di sabato 11 e domenica 12 luglio promettono di trasportare il pubblico in un viaggio attraverso la memoria storica e la cultura locale.
Sabato 11 luglio: un viaggio nel passato con Marco Paoli e Francesco Fuligni
La prima serata si terrà sabato 11 luglio alle ore 21:15 presso la Casa del Popolo di Razzuolo. In programma lo spettacolo “Avevo un nonno che si chiamava Nanni” tratto dal libro “Il re della giostra” di Marco Paoli. Questo racconto, ispirato a una vicenda reale, attraversa la vita contadina tra gli anni Venti e gli anni Sessanta includendo il periodo della Seconda Guerra Mondiale e le trasformazioni sociali e culturali del territorio.
In scena ci saranno lo stesso autore Marco Paoli affiancato dal cantastorie Francesco Fuligni che accompagnerà la narrazione con brani della tradizione popolare. Lo spettacolo promette di essere un viaggio emozionante attraverso il tempo, capace di far rivivere storie e personaggi che hanno segnato la storia del territorio.
Domenica 12 luglio: una riflessione contemporanea in Piazza Don Sazzini
Il secondo appuntamento è previsto per domenica 12 luglio alle ore 21:15 in Piazza Don Sazzini a Polcanto con lo spettacolo “Un’altra isola”. Questo progetto di teatro-canzone unisce musica e parola, con Francesco Fuligni protagonista e la partecipazione di Marco Paoli.
Il percorso narrativo affronta il tema della quotidianità contemporanea e del suo “logorio” proponendo una riflessione simbolica su un possibile cambiamento e su una dimensione alternativa immaginata come spazio di rinascita. Lo spettacolo si preannuncia come un momento di profonda introspezione, capace di far riflettere il pubblico sulla propria vita e sulle proprie scelte.
Entrambe le serate sono a ingresso libero e si inseriscono in un più ampio programma culturale volto a valorizzare le forme di espressione artistica legate al territorio e alla memoria collettiva. Il festival si conferma così come un momento di incontro tra linguaggi diversi, capace di coniugare teatro, musica e narrazione in un contesto partecipato e aperto alla cittadinanza.
Non perdere l’occasione di vivere due serate indimenticabili con Boccascena 2026 un festival che celebra la cultura e la tradizione in modo innovativo e coinvolgente.



