Il carcere di Arezzo è al centro di un’attenzione particolare in questi giorni. L’Associazione Italiana Giovani Avvocati – Sezione di Arezzo ha depositato un accesso agli atti indirizzato al Ministero di Giustizia per ottenere tutta la documentazione relativa all’appalto pubblico per la ristrutturazione della struttura carceraria.
La richiesta è motivata da una situazione critica: nonostante i lavori siano iniziati oltre 16 anni fa, il carcere risulta per 2/3 inagibile con una capienza di circa 42 posti letto su un potenziale di 120. Una situazione che ha spinto l’AIGA a intervenire per tutelare i diritti dei detenuti e garantire trasparenza.
Le criticità emerse durante gli accessi
Gli accessi effettuati dai soci di AIGA Arezzo, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale AIGA per le Carceri, hanno portato alla luce diverse criticità. Tra queste, le porte di un’intera ala risultano troppo strette, impedendo il passaggio di barelle e rendendo l’area inutilizzabile. Una situazione che persiste nonostante i lavori siano iniziati nel 2000.
La Dott.ssa Alessandra Tuono, ex direttrice del carcere, e il suo successore, il Dott. Luca Sardella, hanno più volte sottolineato come la regolarizzazione della struttura potrebbe permettere di offrire una più ampia gamma di servizi rieducativi come corsi di formazione e scuola, attualmente impossibili da erogare a causa del ridotto numero di detenuti e del loro breve periodo di permanenza.
La situazione critica del carcere di Sollicciano
La situazione del carcere di Arezzo assume una rilevanza ancora maggiore alla luce del sovraffollamento del carcere di Sollicciano. Recentemente, la Procura ha sequestrato 7 sezioni del carcere fiorentino, aggravando ulteriormente la situazione. Il DAP Toscana ha emanato una direttiva che invita le strutture toscane ad accettare nuovi detenuti, anche attraverso soluzioni provvisorie come l’uso di brande o materassi a terra.
La richiesta di trasparenza e le aspettative
L’AIGA Arezzo, attraverso il suo presidente, l’Avv. Luca Galli, e il referente ONAC Arezzo, l’Avv. Francesca Neri, ha sottolineato l’urgenza di rendere trasparente la situazione. La richiesta di accesso agli atti mira a ottenere la documentazione necessaria per formulare proposte di miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti.
Si auspica una celere risposta da parte del Ministero di Giustizia, che ha recentemente confermato il proprio impegno nel portare avanti il Piano di Edilizia Penitenziaria. Il carcere di Arezzo, se riportato alla sua capienza originaria, potrebbe rappresentare una valvola di sfogo per il sovraffollamento delle altre strutture carcerarie toscane.



