12 Giugno 2026 ☀ 28°

Dubbi sull’orientamento Montessori a Greve in Chianti: l’opposizione chiede chiarezza

Immagina Greve mette al centro la situazione delle scuole di Greve in Chianti e il ruolo dell'indirizzo Montessori a San Polo, chiedendo chiarezza sui numeri delle classi e sui criteri adottati dall'ufficio scolastico provinciale

Dubbi sull’orientamento Montessori a Greve in Chianti: l’opposizione chiede chiarezza

La situazione delle scuole a Greve in Chianti è al centro di un acceso confronto proposto dal gruppo consiliare di opposizione Immagina Greve. A porre interrogativi sono in particolare le prospettive dell’indirizzo Montessori che, partito dalla scuola dell’infanzia di San Poloha esteso il percorso fino alla primaria e alla secondaria di primo grado. I rilievi sollevati riguardano aspetti demografici, organizzativi e di trasparenza sull’efficacia della sperimentazione.

Calo demografico e impatto sulle scuole di Greve in Chianti

Secondo Immagina Greveil comune si trova davanti a un fenomeno strutturale: il progressivo calo di alunni in età scolastica che, spiegano i consiglieri, potrebbe rappresentare «l’elefante nella stanza è ormai impossibile da ignorare». Questo trend demografico rende necessario ripensare l’organizzazione degli istituti e pone questioni sulla sostenibilità di alcuni indirizzi formativi. L’opposizione osserva che, oltre agli interventi edilizi che riaprono edifici e a cantieri che si avviano verso l’ultimo anno, la diminuzione delle iscrizioni rischia di condizionare in modo profondo la composizione delle classi e la loro offerta educativa.

Effetti pratici sul prossimo anno scolastico

Il nodo pratico per il 2026/27 riguarda la formazione delle classi prime: secondo quanto riferito alle famiglie, l’ufficio scolastico provinciale avrebbe autorizzato soltanto due classi prime per la secondaria di primo grado di Greve. Di fronte a questa previsione, Immagina Greve chiede di conoscere i criteri con cui si è deciso di mantenere o sopprimere determinate sezioni, richiedendo spiegazioni soprattutto sulla scelta, sempre secondo le informazioni raccolte, di eliminare la sezione ordinaria invece di quella sperimentale.

Questioni aperte sull’indirizzo Montessori e sulla sua valutazione

Al centro del dibattito c’è la natura stessa dell’iniziativa montessoriana: per l’opposizione essa è stata presentata come sperimentazione sostenuta dall’amministrazione comunalema priva di strumenti concreti per verificarne i risultati. Immagina Greve sottolinea che, nelle richieste avanzate in Consiglio comunale, non sono emersi obiettivi misurabili né indicatori che possano attestare il raggiungimento di traguardi specifici. Questo solleva la domanda chiave citata dall’opposizione: «La prima riguarda il merito della sperimentazione Montessori».

Problema di metodo e consenso delle famiglie

Un secondo punto sollevato riguarda il principio stesso di una sperimentazione che dovrebbe essere proposta a chi la sceglie volontariamente. Immagina Greve contesta l’eventualità che studenti e famiglie vengano inseriti in un percorso senza aver espresso esplicita preferenza, e chiede chiarimenti su ipotesi di assegnazione dei posti che, sempre secondo quanto riferito, potrebbero avvenire anche mediante sorteggio per comporre la nuova prima Montessori. Per il gruppo consiliare questa pratica sarebbe problematica se non preceduta da adeguata informazione e da criteri trasparenti.

L’opposizione invita poi l’amministrazione comunale e l’ufficio scolastico provinciale a rendere pubblici i criteri utilizzati per decidere la composizione delle classi. L’assenza di parametri valutativi definiti mette in discussione la stessa definizione di «sperimentazione» quando non sono individuati né gli strumenti di verifica né gli esiti attesi.

Richiesta di confronto pubblico e commissione dedicata

Di fronte a questi interrogativi, Immagina Greve chiede l’apertura di un confronto pubblico con genitori e comunità scolastica per discutere il futuro dell’offerta educativa nel territorio. Il gruppo ha già avanzato la proposta di affrontare il tema in una commissione specifica al fine di analizzare numeri, criteri e possibili scenari. L’appello finale dell’opposizione include l’esortazione a recuperare il significato del pubblico nell’istruzione e a progettare un percorso che tenga conto dei cambiamenti demografici e sociali in atto nella comunità.

Permangono, insomma, molte domande: è davvero possibile conciliare la riduzione degli iscritti con l’espansione di indirizzi sperimentali? È corretto attribuire carattere sperimentale a un progetto senza indicatori misurabili? E, se l’ipotesi di due classi prime per il 2026/27 si confermerà, come verranno gestite le esclusioni? Come sintetizza Immagina Greve nella sua nota: «Chi vivrà vedrà».

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