Firenze ospita fino al 23 agosto un progetto espositivo di grande rilievo: Rothko a Firenze a Palazzo Strozzi, promosso e organizzato dalla Fondazione Palazzo Strozzi. Questo allestimento riunisce oltre 70 opere di Mark Rothko (1903-1970) provenienti da collezioni private e da istituzioni internazionali come il Museum of Modern Artil Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington.
L’esposizione, aperta dal 14 marzo al 23 agosto 2026è pensata per accompagnare il pubblico attraverso le diverse fasi della carriera dell’artista: dai primi anni figurativi fino alle grandi tele astratte che trasformano il colore in esperienza emotiva e meditativa. La curatela è affidata a Christopher Rothko ed Elena Geunache hanno costruito un percorso capace di valorizzare sia la dimensione visiva che quella spirituale del lavoro di Rothko.
La raccolta e i prestiti internazionali
La mostra presenta opere provenienti da musei e collezioni internazionali che attestano il ruolo centrale di Rothko nella storia dell’arte del Novecento. Tra i prestiti più rilevanti figurano pezzi inviati dal MoMA e dal Metropolitan Museum of Art di New York, oltre a lavori provenienti dalla Tate di Londra, dal Centre Pompidou di Parigi e dalla National Gallery of Art di Washington. L’ampiezza delle opere esposte — più di 70 tele — permette di seguire cronologicamente l’evoluzione stilistica dell’artista, mettendo in luce anche connessioni tematiche e formali.
Curatela e allestimento
Christopher Rothko ed Elena Geuna hanno costruito sale dedicate a momenti specifici della ricerca dell’artista, privilegiando ambientazioni che favoriscono l’intensa esperienza sensoriale richiesta dai dipinti. In molte sale l’illuminazione e le proporzioni degli spazi sono calibrate per massimizzare la relazione tra lo spettatore e le superfici cromatiche: l’obiettivo è che il visitatore viva un coinvolgimento diretto con il tempo estetico suggerito dalle tele.
Il rapporto con Firenze: Museo di San Marco e Biblioteca Laurenziana
La mostra si estende oltre Palazzo Strozzi in due luoghi simbolici della città: il Museo di San Marco e la Biblioteca Laurenziana. Gli allestimenti in questi spazi mettono a confronto la pittura di Rothko con la tradizione fiorentina, evidenziando come l’artista abbia tratto ispirazione dalla convivenza tra pittura, architettura e spiritualità che caratterizza la città.
Risonanze con Beato Angelico e Michelangelo
In particolare, il dialogo con gli affreschi di Beato Angelico al Museo di San Marco e con la spazialità del vestibolo progettato da Michelangelo alla Biblioteca Laurenziana è parte integrante del progetto espositivo. Le superfici di Rothko, nella loro capacità di suggerire sedute contemplative, trovano un contrappunto nelle superfici affrescate e negli ambienti architettonici rinascimentali, offrendo al visitatore una lettura inedita del rapporto tra modernità e tradizione.
Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, definisce il progetto con una frase che sintetizza l’intento curatoriale: “Questa mostra rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi“. La dichiarazione sottolinea la volontà di costruire un percorso pensato specificamente per le sale e il contesto storico della sede fiorentina.
Il sostegno all’iniziativa è assicurato da una rete di partner pubblici e privati che include il Comune di Firenzela Regione Toscanala Fondazione CR Firenze e Intesa Sanpaolo come Main Partner. Questo supporto ha reso possibile il richiamo di importanti prestiti internazionali e l’articolazione del progetto su più sedi cittadine.
Per chi desidera visitare, la mostra offre l’opportunità di inserire la tappa espositiva in una giornata fiorentina più calma e meditativa: il periodo estivo è indicato proprio per concedersi una fruizione rallentata delle opere. L’allestimento valorizza la dimensione contemplativa tanto cara a Rothko, rendendo la visita un’esperienza che coniuga impatto visivo e riflessione.



