9 Giugno 2026 ☀ 29°

Il centro labiopalatoschisi di Pisa compie 10 anni e supera i 2.000 ricoveri

Il centro di Pisa celebra un decennio di attività con numeri, tecniche e un approccio che mette la famiglia al centro del percorso terapeutico

Il centro labiopalatoschisi di Pisa compie 10 anni e supera i 2.000 ricoveri

Il Percorso Labiopalatoschisi dell’Aoup festeggia un traguardo significativo: dieci anni dalla sua istituzione e oltre 2.000 ricoveri registrati dal 2016. Questo centro, nato al Santa Chiara nel 2014 e dotato di posti letto dedicati a partire dall’11 aprile 2016, è diventato un punto di riferimento nazionale per la diagnosi e la cura delle malformazioni cranio-maxillo-facciali, accompagnando i piccoli pazienti dalla diagnosi prenatale fino alla conclusione dello sviluppo psicofisico.

La festa ha riunito autorità, associazioni, operatori e soprattutto le famiglie, che hanno condiviso il percorso di cura con lo staff. Il centro è entrato ufficialmente, dal 2026, nella rete dei Centri Smile House, un riconoscimento che sottolinea il ruolo di eccellenza dell’ospedale pisano nel panorama italiano. I numeri e le storie di vita testimoniano non solo competenza tecnica ma anche una forte accoglienza umana che ha fatto la differenza per molte famiglie.

Un centro riconosciuto e numeri che parlano

La casistica dell’Aoup conta circa 250 interventi all’anno su bambini affetti da labiopalatoschisi, con un’attrattività extraregionale dell’ordine dell’80% e casi provenienti anche da Paesi in via di sviluppo nell’ambito della cooperazione sanitaria. L’attività ambulatoriale e di degenza comprende più di 800 visite annue e reparti con 10 posti letto dedicati, pensati per ospitare il neonato insieme alla madre durante il ricovero. Questi numeri collocano Pisa tra i centri di riferimento per volumi, soddisfazione delle famiglie e capacità di gestire la complessità clinica.

Eccellenza chirurgica e tempistiche decisive

Un fattore che distingue il centro è la tempestività degli interventi: la ricostruzione del labbro, del naso e della gengiva viene eseguita intorno ai 2,5-3 mesi, mentre la correzione del palato è programmata a 6-7 mesi. Nei casi più complessi, è previsto un intervento preparatorio a 40-50 giorni di vita. Questo approccio precoce migliora sia gli esiti funzionali sia quelli estetici, con una riduzione della necessità di correzioni ripetute durante l’accrescimento.

La tecnica di riferimento

Tra le innovazioni praticate al centro spicca la periostioplastica, una procedura sviluppata a Pisa da Alessandro Massei che ha contribuito a risultati particolarmente soddisfacenti in termini di funzione e aspetto. Il protocollo chirurgico prevede inoltre la possibile esecuzione di 2-3 interventi correttivi nel corso della crescita, necessari per completare il trattamento soprattutto nei casi più gravi di schisi ossee gengivali.

Multidisciplinarità, riabilitazione e accoglienza

Il valore aggiunto del Percorso Labiopalatoschisi risiede nella collaborazione tra specialisti: chirurghi plastici, ortodontisti, logopedisti, otorinolaringoiatri, genetisti, psicologi, pediatri e anestesisti lavorano insieme in un poliambulatorio multidisciplinare. Questa sinergia permette di offrire visite e interventi coordinati in un unico luogo, facilitando l’accesso alle cure e garantendo continuità nel follow-up fino al compimento della maggiore età.

Accoglienza e centralità della famiglia

Il reparto è organizzato per ridurre al minimo lo stress delle famiglie: le camere permettono alla madre di rimanere con il neonato per tutta la durata del ricovero e progetti di supporto come il servizio di consulenza sull’allattamento completano l’offerta. Come sottolinea il responsabile Gian Luca Gatti, l’obiettivo è far sentire le famiglie il più possibile a casa, offrendo un network di professionisti anche a distanza per seguire il percorso terapeutico lungo gli anni.

Radici storiche e prospettive

La tradizione pisana nel trattamento delle labiopalatoschisi risale alla fine degli anni ’60 con il lavoro di Paolo Santoni-Rugiu e si è evoluta con figure come Alessandro Massei e, dal 2008, con il chirurgo plastico Gian Luca Gatti. L’ingresso nella rete Smile House Fondazione ETS e il riconoscimento come hub di eccellenza rafforzano la capacità del centro di assistere una quota rilevante dei pazienti italiani: un risultato frutto di competenza, empatia e organizzazione che guarda al futuro mantenendo al centro la cura dei bambini e il sostegno alle loro famiglie.

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