Scarperia e San Piero hanno celebrato il loro 720° anniversario con una giornata ricca di eventi e tradizioni. Il cuore delle celebrazioni è stato il Palio del Diotto 2026 una competizione che ha visto sfidarsi i rioni del paese in giochi storici e prove di abilità.
Una giornata di celebrazioni e tradizioni
La giornata è iniziata al Palazzo dei Vicari dove alle 10 è stata consegnata la Costituzione ai giovani che hanno compiuto 18 anni. La cerimonia è stata accompagnata dall’Inno Nazionale eseguito dal violinista Francesco Bassani della Scuola di Musica Agorà. Tra i presenti, il sindaco Federico Ignesti il presidente del Consiglio comunale Simone Magnolfi e la deputata Simona Bonafè.
Alle 11.30, sempre a Palazzo dei Vicari, è stato presentato ufficialmente il Palio, con un brindisi al termine dell’incontro. A mezzogiorno, il suono dello storico campanone ha segnato un momento simbolico della giornata, dedicata alla memoria e all’identità di Scarperia.
Il corteo storico e i giochi del Palio
Nel pomeriggio, alle 17.30, nella parrocchia dei Santi Jacopo e Filippo, si è tenuta la Santa Messa alla quale hanno partecipato anche i figuranti del Corteo Storico di Scarperia. La fase centrale delle celebrazioni è iniziata in serata, con la diretta televisiva su Firenze TV a partire dalle 20.45.
Alle 21, in Piazza dei Vicari sono sfilati il Corteo Storico di Scarperia e il Corteo Storico della Repubblica Fiorentina rinnovando una rappresentazione che collega la festa alla storia del territorio. Alle 21.30 è stato il momento del Palio del Diotto 2026 con i giochi di Gagliardia tra i rioni finalisti.
I vincitori del Palio del Diotto 2026
La serata ha visto i Neri di Ponzalla aggiudicarsi il Palio con 14 punti. Al secondo posto si sono classificati i Viola di San Gavino e Topo con 13 punti, seguiti dai Rosa di San Clemente con 12 punti e dai Verdi di Sant’Agata con 11 punti. La competizione è stata arricchita dall’esibizione dei Bandierai e Musici di Castel San Barnaba.
La storia del Palio del Diotto
Il Palio del Diotto costituisce il momento centrale delle celebrazioni del Diotto una ricorrenza che affonda le proprie radici nella storia di Scarperia. Il paese venne fondato dalla Repubblica Fiorentina il 7 settembre 1306 e fu sede del podestà e successivamente del vicario, nominato ogni sei mesi dalla Signoria fiorentina.
La ricorrenza venne spostata all’8 settembre per farla coincidere con la festa della Natività della Madonna. Da qui deriva il nome Diotto riconducibile all’espressione Die octo. Nel 1953, le autorità scarperiesi decisero di recuperare l’antica tradizione della successione vicariale, riportando al centro dei festeggiamenti la rievocazione storica.
La manifestazione prende forma con l’apertura del portone del Palazzo dei Vicari. Da qui parte un corteo di oltre cento figuranti, accompagnato da chiarine e tamburi, con il vicario uscente diretto verso la porta fiorentina di Scarperia. È qui che avviene l’incontro con il nuovo dignitario. Dopo il saluto previsto dal cerimoniale, i cortei si riuniscono e percorrono le vie dell’antico vicariato fino a raggiungere nuovamente Piazza dei Vicari.
Davanti al palazzo vengono lette le grida dell’Araldo della Signoria e il vicario entrante presta giuramento. A quel punto prendono il via i giochi che decidono il vincitore del Palio. Sono quattro i rioni finalisti chiamati a confrontarsi in cinque prove: lancio dei coltelli, corsa sui mattoni, tiro alla fune, corsa nelle bigonce e palo della cuccagna.
Il lancio dei coltelli e il palo della cuccagna sono prove individuali, mentre negli altri giochi partecipano tutti i giocatori del rione. La vittoria viene assegnata alla compagine che ottiene il punteggio complessivo più alto. In caso di parità è previsto uno spareggio attraverso un nuovo lancio dei coltelli. Ogni rione possiede colori e vessillo propri ed è formato da un capitano, un portabandiera e sei giocatori.
Il Palio conquistato durante la serata viene conservato nella sede del rione vincitore. L’anno successivo viene messo in competizione un nuovo drappo, realizzato da pittori locali, proseguendo una tradizione che lega la manifestazione alla storia di Scarperia e del Mugello.



