21 Giugno 2026 ☀ 28°

Sciopero dei lavoratori Acca: la battaglia per salvare 100 posti di lavoro

I lavoratori dell'azienda Acca, specializzata nel trasporto di abbigliamento pronto moda in tutta Europa, sono in sciopero per salvare 100 posti di lavoro a rischio di licenziamento.

Sciopero dei lavoratori Acca: la battaglia per salvare 100 posti di lavoro

In un’estate già segnata da tensioni sociali, i lavoratori dell’azienda Acca hanno deciso di scendere in piazza per difendere i propri posti di lavoro. La protesta, organizzata dal sindacato Sudd Cobasha visto l’allestimento di un picchetto a Seanofrazione del comune di Carmignanoin provincia di Prato.

L’azienda, specializzata nel trasporto di abbigliamento pronto moda in tutta Europa, ha annunciato la chiusura dello stabilimento, mettendo a rischio 100 posti di lavoro. I sindacalisti accusano la proprietà di voler annullare due anni di accordi aziendali e progressi, riportando indietro la lancetta dei diritti.

Le accuse dei sindacalisti

Secondo i rappresentanti sindacali, la chiusura dello stabilimento è un tentativo di sfruttare la situazione a proprio vantaggio. “In gioco ci sono 100 posti di lavoro a rischio di un licenziamento imminente. Ma il lavoro c’è: non abbiamo dubbi: sta semplicemente venendo spostato e smistato in altri magazzini”, affermano i sindacalisti in una nota.

Le accuse non si fermano qui. I sindacalisti denunciano uno schema perverso che imperversa da troppo tempo sul territorio: “Sfrutta, evadi, scappa. Questo è lo schema che va bloccato”, dichiarano con fermezza.

L’inchiesta per frode fiscale

L’azienda Acca è tra le 29 coinvolte in un’inchiesta per una maxi-frode fiscale, che nel ha portato al sequestro di beni per oltre 71 milioni di euro. L’inchiesta ha visto indagate 17 personetra cui 13 cittadini cinesi e 4 italianiper associazione a delinquere finalizzata alla commissione di vari reati tributari ed abusiva attività finanziaria.

La “guerra delle grucce”

Acca, tra le prime aziende di facchinaggio, carico e scarico, deposito, custodia e trasporto merci conto terzi del distretto dell’abbigliamento cinese di Prato, è una delle tre imprese che il 16 hanno ricevuto plichi esplosivi incendiari. Questi attentati sono stati ricondotti nel quadro della cosiddetta “guerra delle grucce” tra clan imprenditoriali orientali per il controllo del mercato, ramificatasi sino a Roma ed all’Europa.

La situazione è complessa e richiede un’attenzione particolare. I lavoratori, sostenuti dal sindacato, continuano la loro battaglia per salvare i posti di lavoro e per garantire diritti e tutele. La speranza è che la protesta possa portare a una soluzione positiva e che l’azienda possa rivedere le proprie decisioni, garantendo un futuro ai lavoratori e alle loro famiglie.

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