La serata di premiazione del 38° Premio Letterario Chianti si è svolta nella suggestiva cornice della Fattoria di Vignamaggio a Panzano in Chiantidove il voto della comunità dei lettori ha decretato la vincitrice assoluta. La giuria popolare, composta da oltre duecento frequentatori delle biblioteche dei Comuni promotori, ha espresso la propria preferenza in diretta: su 202 iscritti hanno votato 164 persone, scegliendo il romanzo di Patrizia CarranoIl cuore infranto della quercia (Aboca edizioni).
La manifestazione ha confermato la sua natura collettiva e radicata nel territorio: il progetto, ideato da Paolo Codazzi e promosso dai Comuni del Chianti, mette al centro le biblioteche come attori culturali e sociali. Alla cerimonia hanno preso parte amministratori e rappresentanti istituzionali che hanno sottolineato il valore del coinvolgimento civico nella scelta dei vincitori.
La vittoria di Patrizia Carrano e il romanzo premiato
Il premio è stato assegnato a Patrizia Carrano per Il cuore infranto della querciaopera che intreccia il mondo femminile con quello naturale attraverso una vicenda intimamente ispirata all’autrice. Carrano, nata il 27 aprile 1946ha raccontato la genesi del libro e il proprio legame con il tema centrale: la sindrome del cuore infranto. Al momento della proclamazione la scrittrice ha dichiarato: “Ho partecipato a questo premio, sicura di non vincere; non lo affermo per scaramanzia; pensavo di non riuscire a prevalere; invece il pubblico ha deciso in un altro modo“. In un altro passaggio ha aggiunto: “Una grande sorpresa vincere, non me l’aspettavo” e ha sintetizzato la propria visione del mestiere: “Noi scriviamo per essere letti ed amati“.
Trama e ambientazione del romanzo
Il romanzo segue Carlotta, che nel bosco di Manzianaa nord di Romavive la propria crisi dopo l’abbattimento di una quercia centenaria. La componente medica e simbolica del testo si radica nella menzione della “sindrome del cuore infranto”condizione reale che l’autrice porta al centro della narrazione. L’intreccio lavora su ricordi, relazioni e guarigione emotiva, proponendo una lettura che coniuga la cura dell’interiorità con l’attenzione verso il pianeta.
Organizzazione del premio, finalisti e riconoscimenti
La manifestazione è promossa da otto Comuni del territorio: Greve in Chianti (ente capofila), Barberino TavarnelleSan Casciano in Val di PesaImprunetaCastellina in ChiantiGaiole in ChiantiRadda in Chianti e Castelnuovo Berardenga. Il ruolo delle biblioteche comunali e dell’Associazione Culturale Stazione di Posta di Firenze è stato centrale nell’organizzazione e nella selezione delle opere finaliste.
I colleghi finalisti che hanno concorso alla vittoria sono stati: Sebastiano Mondadori con Di cosa siamo capaci (La Nave di Teseo), Massimiliano Scudeletti con La laguna del disincanto (Arkadia) e Nadia Terranova con Quello che so di te (Guanda). I finalisti hanno ricevuto in dono un’opera bronzea del maestro orafo Mauro Bandinelliun bassorilievo che riproduce la tela di Giorgio VasariAllegoria del Chianti (1563-1565), collocata sul soffitto del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio.
Il coordinatore scientifico del Premio, Michele Brancaleha messo in rilievo il filo conduttore che attraversa le opere finaliste: “Credo che le opere evidenzino indirettamente ma concretamente, con forme narrative e soggetti diversi, quella volontà di relazioni che la frattura del Covid ha reso ancora più necessarie e che reclamano di essere valorizzate. Mi riferisco ai legami veri che danno senso alla vita e spessore alla memoria affettiva, anche in mezzo a situazioni di grande dispersione“.
Il Premio ha goduto del sostegno di realtà istituzionali e associative, tra cui Rotary San Casciano – Chiantila Presidenza del Consiglio della Regione ToscanaCoop Cooperativa Italia Nuova e la Società di Mutuo Soccorso Fratellanza di Greve. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Greve Paolo Sottanile assessore Monica Toniazzi e Sara Albianiil presidente del Consiglio comunale Alberto Marini e il sindaco di Impruneta Riccardo Lazzerini.



