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Spettacolo Parlami, Clizia: il dialogo epistolare tra Montale e Irma Brandeis alla Biblioteca Ragionieri

Il 26 giugno alla Biblioteca Ernesto Ragionieri va in scena «Parlami, Clizia», adattamento teatrale delle lettere tra Eugenio Montale e Irma Brandeis. Uno spettacolo a due voci curato da Andrea Bruni e Alessia De Rosa che esplora l'intimità del carteggio e restituisce il profilo di una donna moderna.

Spettacolo Parlami, Clizia: il dialogo epistolare tra Montale e Irma Brandeis alla Biblioteca Ragionieri

Nel cuore della programmazione estiva della Biblioteca Ernesto Ragionieri arriva uno spettacolo che riannoda i fili di una storia nata nell’estate del 1933. È infatti in quell’anno che una giovane ricercatrice americana, Irma Brandeis suonò al Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux a Firenze per incontrare Eugenio Montale dando avvio a un rapporto che avrebbe ispirato pagine decisive della poesia italiana. Da quel carteggio, durato sette anni è tratto l’adattamento teatrale Parlami, Clizia che Andrea Bruni e Alessia De Rosa portano sul palco della biblioteca di Sesto Fiorentino.

Lo spettacolo e la sua origine letteraria

Il testo della rappresentazione si alimenta dalle missive raccolte nel volume Lettere a Clizia pubblicato nel 2006 e mira a restituire la tensione emotiva e la fragilità di quelle conversazioni. Nell’adattamento curato da Andrea Bruni, realizzato nell’ambito di un progetto di ricerca con l’Università di Siena prende forma un racconto a due voci che mette in scena non solo la passione poetica, ma anche l’intimità privata dei protagonisti. «Affrontare un personaggio così importante della nostra letteratura; non è stato semplice.», ammette Bruni, sottolineando il delicato equilibrio tra rispetto per i versi e desiderio di raccontare il lato umano della vicenda.

Il punto di vista sull’amore e sui personaggi

Leggendo il carteggio emerge il carattere intimo e fragile delle conversazioni, e proprio su questo registro si è deciso di lavorare: «Da un lato avevamo paura di affrontare con superficialità la grandezza dei versi; leggendo il carteggio di ‘Lettere a Clizia’, si evidenziava il carattere intimo delle conversazioni». La scelta artistica, spiega Bruni, è stata quella di lasciarsi guidare dal sentimento: «Abbiamo deciso di farci guidare dal sentimento, cercando di vivere l’amore; che quando è vissuto con verità diventa anche buffo, scorretto, passionale, contraddittorio». Il risultato è una messa in scena che alterna slanci poetici a momenti di umana contraddizione.

La figura di Irma Brandeis e la struttura dello spettacolo

Un elemento chiave della drammaturgia è la restituzione del profilo di Irma Brandeis come donna moderna e autonoma. Gli interpreti cercano di delineare una relazione in cui la figura femminile non è mera ispirazione, ma interlocutore attivo: «ci è sembrato bello poter raccontare il personaggio di Irma Brandeis, donna moderna, indipendente e talentuosa, che vive un amore maturo, senza fare sconti al grande poeta». In scena, Andrea Bruni e Alessia De Rosa intrecciano voce, corpo e poesia per ottenere un effetto partecipato, dove «Lo spettacolo diventa quindi un racconto a due voci; dove l’anima femminile e maschile di ognuno di noi trovano un flusso comune».

Dettagli pratici della rappresentazione

La prima rappresentazione è programmata per venerdì 26 giugno alle 21,15 presso la Biblioteca Ernesto Ragionieri in Piazza della Biblioteca 4, Sesto Fiorentino. L’evento, prodotto da Zera sarà introdotto dalla professoressa Monica Marchi dell’Università di Siena. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti, ma la prenotazione è obbligatoria: è possibile riservare il posto attraverso la piattaforma indicata (bit.ly/sestoeventi) oppure telefonando alla segreteria della biblioteca al numero 055 4496851.

La serata rientra nella rassegna estiva della biblioteca, che proseguirà fino al 24 luglio con altri incontri, laboratori e spettacoli ispirati al mondo dei libri. Per chi desidera partecipare alla rappresentazione, la combinazione tra il valore storico delle lettere e l’interpretazione scenica promette un’esperienza che unisce il rigore della ricerca accademica al calore del teatro.

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