In un caso che ha scosso il mondo della moda, un alto dirigente di Balenciaga è stato licenziato per molestie e comportamenti inappropriati nei confronti delle colleghe. La vicenda, emersa grazie a un’indagine interna, ha portato alla luce una serie di episodi preoccupanti che hanno coinvolto diverse lavoratrici della sede di Scandicci.
Il manager, un 40enne con una retribuzione annua di circa 250mila euro, è stato accusato di aver tenuto comportamenti lesivi e offensivi della dignità personale delle colleghe. Le testimonianze di sette donne hanno confermato le accuse, portando al licenziamento in tronco del dirigente.
Le accuse e le testimonianze
Tra gli episodi contestati, il manager avrebbe simulato il gesto di suonare una campanella dicendo: “Ragazze è l’ora del sesso”. In due casi, avrebbe sferrato delle pacche sui glutei delle lavoratrici. A un’altra donna, sua sottoposta, avrebbe fatto battute sul colore della pelle, chiedendole durante una riunione: “Perché sei così scura? Sei marocchina?”. Dopo la risposta “No, io sono ebrea”, avrebbe ribattuto con una domanda offensiva: “È vero che tra ebrei avete rapporti sessuali con un lenzuolo con un buco?”.
Le testimonianze delle sette colleghe hanno confermato quanto denunciato. Tra gli episodi emersi, il manager avrebbe inviato una mail al responsabile di una collega, usando senza permesso il suo pc, con l’oggetto: “Sono molto timorosa” e con il seguente testo: “Ciao ragazzi, vorrei con questa mail rendervi edotti del fatto che: nonostante il mio fare così riservato sono una persona che ama la vita ed ho voglia di divertirmi, vedetemi come un lupo vestito da pecora”.
Altri comportamenti inappropriati includono battute a sfondo sessuale, offese per il peso, e ‘scherzi’ decisamente fuori luogo. In un caso, avrebbe legato “a una sedia con un elastico” una collega. Un’altra volta, avrebbe dedicato “indesiderata confidenza fisica nei confronti delle lavoratrici, quali massaggi alle spalle e al collo e baci”.
L’indagine interna e il licenziamento
Tutto è nato da un’indagine interna per valutare l’ambiente di lavoro. I risultati del settore diretto dal manager hanno fatto emergere un punteggio bassissimo per la voce ‘assenza di discriminazione’. In poco tempo, le risorse umane hanno avviato ulteriori accertamenti, incontrando individualmente il personale impiegato in quel reparto, senza la presenza dei loro manager.
Il licenziamento è stato confermato dal tribunale civile di Firenze, che ha rigettato il ricorso presentato dal manager. La società ha considerato i suoi comportamenti “lesivi e offensivi della dignità personale” e in totale “spregio della professionalità delle colleghe”.
La difesa del manager
La difesa del manager ha puntato sul fatto che le accuse “erano tardive e pretestuosamente ricostruite a posteriori, al solo scopo di liberarsi di un dirigente scomodo”. L’avvocato Federico Veneri ha dichiarato di essere pronto a fare ricorso in Appello.
Questa vicenda sottolinea l’importanza di un ambiente di lavoro rispettoso e libero da molestie e discriminazioni. Le aziende devono adottare misure concrete per prevenire e contrastare tali comportamenti, garantendo la dignità e la sicurezza di tutti i lavoratori.



