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La storia di don Massimiliano Gori, parroco a San Casciano per 25 anni

Don Massimiliano Gori racconta i suoi 25 anni di sacerdozio a San Casciano, tra oratori estivi, campi scuola e momenti di difficoltà superati insieme alla comunità.

La storia di don Massimiliano Gori, parroco a San Casciano per 25 anni

San Casciano è una piccola comunità che ha visto crescere e trasformarsi sotto la guida di don Massimiliano Gori. Da quando è arrivato nel 2001, il parroco ha dedicato la sua vita alla crescita spirituale e sociale della popolazione locale. Oggi, dopo 25 anni di servizio, don Massimiliano condivide le sue esperienze e i momenti salienti di questo lungo cammino.

L’arrivo a San Casciano e i primi passi

Il viaggio di don Massimiliano Gori a San Casciano iniziò il 24 giugno 2001 quando l’arcivescovo di Firenze, Ennio Antonelli, gli comunicò la sua nuova destinazione. Originario di Montefiridolfi, don Massimiliano era entusiasta di tornare nella sua terra natia come vice parroco. Il suo compito principale era favorire l’unione tra le parrocchie della Propositura e di Argiano, con un focus particolare sui giovani.

Il 13 agosto 2001 giorno della festa del patrono, don Massimiliano arrivò ufficialmente a San Casciano. Durante una Messa concelebrata con don Renzo e don Luciano, fu presentato alla comunità. Questo momento segnò l’inizio di una nuova avventura pastorale che avrebbe segnato profondamente la sua vita.

Le iniziative e il lavoro con i giovani

I primi anni furono intensi e pieni di entusiasmo. Insieme a catechisti e ragazzi, don Massimiliano iniziò a organizzare numerose attività. Già dalla prima estate, nacque l’oratorio estivo ad Argiano, seguito da tre campi scuola che coinvolsero molte famiglie e giovani della comunità.

Il lavoro con i ragazzi fu fondamentale per don Massimiliano. Ha visto crescere intere generazioni, alcune delle quali oggi sono genitori e continuano a partecipare attivamente alla vita della parrocchia. “È stato uno degli strumenti più efficaci per costruire comunità”, afferma don Massimiliano, sottolineando l’importanza dell’oratorio nel creare legami e coinvolgere le persone.

L’espansione a Decimo e la profezia di Renzo

Nel 2006 don Massimiliano assunse anche l’incarico di amministratore parrocchiale di Decimo. Questo periodo segnò l’inizio di una nuova fase del cammino pastorale. L’oratorio iniziò a riempirsi di bambini, realizzando una sorta di profezia di Renzo, il custode di Decimo. “Vedrai quanti bambini ci saranno su questo piazzale!”, aveva detto don Gino, e oggi quella profezia continua a ispirare il lavoro della comunità.

La pandemia e il futuro

Gli anni della pandemia furono particolarmente difficili per la comunità di San Casciano. “Il Covid è stato una prova molto dura”, ammette don Massimiliano. La comunità, che vive di relazioni e vicinanza, dovette reinventarsi per restare unita. Terminata l’emergenza, ripartirono quasi da zero, con un focus particolare sui ragazzi e adolescenti che si erano un po’ allontanati.

Guardando al futuro, don Massimiliano esprime profonda gratitudine verso Dio, verso le comunità che gli sono state affidate e verso la sua famiglia. “Non sappiamo cosa il Signore ci chiederà nei prossimi anni”, dice, “ma cercheremo di scoprirlo passo dopo passo e di continuare a seguirlo insieme, come comunità.”

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