La quarantatreesima edizione del Giro dei Due Bacini – Trofeo Giuseppe Amatucci si è svolta domenica 24 maggio 2026 a Viaccia, confermando il fascino di una manifestazione che unisce sport, paesaggio e passione amatoriale. Organizzata dalla locale Ciclistica con il patrocinio del Comune di Prato, la prova ha visto la consegna di 700 pettorali e una mattinata di sole che ha valorizzato i tratti più panoramici. L’evento fa parte del Circuito toscano di cicloturismo, del Tuscany Bike Challenge e del Granducato di Toscana, confermando la sua rilevanza nel calendario regionale.
Questa edizione ha riproposto i percorsi storici con la collina pistoiese a fare da epilogo, dopo il passaggio lungo la Val di Bisenzio e la zona di Cavarzano. Sono stati ripristinati anche i nuovi elementi tecnici: due tratti cronometrati capaci di selezionare la gara, quattro tipologie di percorso e il consolidato rito del pasta party e della premiazione a Viaccia. L’atmosfera è stata quella di una classica del ciclismo amatoriale, dove la sfida personale convive con la bellezza dei paesaggi toscani.
I protagonisti e le classifiche
Sul fronte delle prestazioni in salita i nomi emersi sono stati chiari: nel percorso lungo della Granfondo a imporsi sui tratti cronometrati è stato Piero Lorenzini (Hicari Stemax) con il miglior tempo di 22’28\” nella salita principale. Alle sue spalle si sono posizionati atleti come Luca Pieraccini (Speedy Bike) in 23’56\” e Lorenzo Galli (Cicli Falaschi) in 23’57\”, confermando una lotta serrata per le posizioni di vertice sui segmenti più duri. La prova ha esaltato chi ha saputo gestire lo sforzo sulle rampe più ripide.
Classifica completa Granfondo
La top five dei tratti cronometrati sul percorso lungo è stata: 1) Piero Lorenzini (Hicari Stemax) in 22’28\”; 2) Luca Pieraccini (Speedy Bike) 23’56\”; 3) Lorenzo Galli (Cicli Falaschi) 23’57\”; 4) Davide Pellegrini (Uc Empolese) 24’32\”; 5) Luca Buonaguidi (Team S.Ginese) 24’56\”. Questi risultati rappresentano la sintesi di una prova dove tecnica, resistenza e tattica sono stati determinanti per emergere.
La mediofondo e i riferimenti cronometrati
Nel percorso medio, pensato per chi ricerca un equilibrio tra distanza e selettività, il miglior interprete dei tratti cronometrati è stato Fabrizio Rambelli (Asd San Patrizio), autore del riferimento di 14’17\”. Alle sue spalle si sono piazzati atleti come Alessandro Danni (Pigarella Multisport) con il tempo di 15′ e Dario Salvaderi (Programma Auto) in 16’19\”; completano la top five nomi come Morelli e Ferri. La mediofondo ha messo alla prova la capacità di mantenere ritmo e continuità su salite non estreme ma costanti.
I tratti cronometrati: numeri e impatto
I due segmenti misurati sono stati determinanti: il primo, di 4,8 km, ha presentato una pendenza media del 7,9% con punte del 12%, mentre il secondo, più breve di 3,3 km, è risultato più regolare. Questi tratti cronometrati hanno introdotto una componente agonistica pura nella manifestazione, offrendo spunti di tattica sia ai partecipanti in gara che agli appassionati attenti ai numeri e alle variazioni di ritmo.
I percorsi: distanza, dislivello e strategia
La proposta della manifestazione comprendeva quattro itinerari distinti: il percorso cicloturistico di 57,9 km; il corto di 67,1 km; il medio di 118 km con 1.819 metri di dislivello; e il lungo di 136 km con 2.020 metri di dislivello. Il tracciato medio rappresenta una prova completa ed equilibrata, mentre il lungo è pensato per chi desidera cimentarsi nella versione più impegnativa del Giro, con una seconda parte particolarmente selettiva che premia continuità e gestione delle energie.
La partenza è stata data alla francese la mattina del 24 maggio alle 8; a conclusione della giornata l’organizzazione ha offerto il tradizionale pasta party seguito dalla premiazione a Viaccia. L’insieme di numeri, percorsi e l’inclusione nel circuito regionale hanno confermato il ruolo del Giro come appuntamento irrinunciabile per il ciclismo amatoriale che valorizza al tempo stesso la competizione e il godimento del territorio.



