L’incendio che ha colpito la zona boschiva limitrofa al cantiere eolico di Villore l’11 e 12 luglio scorso ha messo in luce un aspetto inaspettato: le infrastrutture dei parchi eolici possono diventare alleati preziosi nella lotta agli incendi boschivi. Le strade aperte per il cantiere eolico hanno permesso ai mezzi di terra antincendio di accedere ai crinali, riducendo significativamente la superficie boschiva andata in fiamme.
Le maestranze di Magis, la società che sta realizzando l’impianto, hanno collaborato attivamente alle operazioni di spegnimento, fornendo anche escavatori che hanno permesso ai soccorritori di aprirsi un varco via terra. Questo non è un caso isolato: in tutto il mondo, le infrastrutture collegate ai parchi eolici stanno dimostrando di offrire vantaggi logistici e tecnologici cruciali per la prevenzione e lo spegnimento degli incendi.
Le strade e le piazzole: barriere naturali contro il fuoco
Le vie carrabili create per la manutenzione dei parchi eolici aprono passaggi in aree montane prima impervie, permettendo ai vigili del fuoco di raggiungere rapidamente i focolai via terra. Queste strade costituiscono anche linee tagliafuoco naturali le vie d’accesso e le piazzole di sosta creano interruzioni nella vegetazione, rallentando la progressione del fronte di fuoco.
Le piazzole offrono inoltre una visibilità ottimale per coordinare i soccorsi. Spesso, i parchi eolici sono dotati di riserve idriche e pompe utilizzabili dai pompieri, ulteriormente facilitando le operazioni di spegnimento. In questo modo, le infrastrutture dei parchi eolici si trasformano in strumenti di protezione attiva del territorio.
Tecnologie avanzate per la prevenzione degli incendi
Le torri eoliche offrono un’altezza ideale per installare sensori e telecamere termiche, tecnologie che rilevano i focolai prima che diventino incontrollabili. Inoltre, le turbine attraggono i fulmini, scaricandoli a terra in sicurezza e riducendo così gli incendi causati da eventi atmosferici sui crinali.
Un esempio concreto di questa integrazione tecnologica è il parco eolico di Monte Mele in Sicilia, dove l’operatore Alpiq ha installato telecamere speciali sulle turbine in collaborazione con la Regione Siciliana, il corpo forestale e la protezione civile. Questo sistema permette una sorveglianza attiva e precoce contro gli incendi in un’area fortemente a rischio.
Collaborazioni istituzionali per una gestione integrata
In Grecia, durante i violenti incendi boschivi degli ultimi anni, le reti stradali interne ai parchi eolici montani hanno garantito l’unico accesso sicuro per le autopompe in zone altrimenti isolate. Le piazzole sono state sfruttate come centri di coordinamento e le cisterne d’acqua private del parco sono state messe a disposizione dei pompieri.
Questi esempi dimostrano come i parchi eolici possano costituire un’antropizzazione utile dei crinali, non solo per la produzione di energia pulita, ma anche per la lotta alla deforestazione da incendi. Nel 2026, le aree interessate da incendi in Italia sono ammontate a 96mila ettari, il doppio rispetto al 2026, in un trend in continua crescita a causa delle estati sempre più siccitose dovute al climate change.



