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Come Google Maps registra la tua posizione anche quando credi di averla disattivata

Google Maps può tracciare i tuoi spostamenti anche quando credi di aver disattivato tutte le connessioni. Scopri come funziona e come proteggere la tua privacy.

Come Google Maps registra la tua posizione anche quando credi di averla disattivata

Google Maps è uno strumento indispensabile per la navigazione quotidiana, ma pochi sanno che può tracciare i tuoi spostamenti anche quando credi di aver disattivato tutte le connessioni. Il 8 agosto 2026 molti utenti hanno scoperto che il loro smartphone continua a registrare la posizione anche senza Wi-Fi e dati mobili attivi.

Il motivo è semplice: il telefono non resta affatto “al buio”. Continua a utilizzare sensori e servizi di posizione per capire dove ti trovi. internet serve principalmente per inviare e sincronizzare i dati, ma la posizione può essere calcolata prima, salvata nella memoria del dispositivo e caricata più tardi, quando la rete torna disponibile.

GPS: il dettaglio che molti ignorano

Il chip GPS all’interno dello smartphone non ha bisogno di una connessione Internet. Funziona come un ricevitore radio passivo, ascoltando i segnali dei satelliti e calcolando la tua posizione. Questo significa che il tuo telefono può sapere dove ti trovi anche in montagna, in auto o su una strada con copertura instabile.

Google Maps utilizza queste informazioni per fornire indicazioni stradali e servizi legati alla posizione. Tuttavia, se l’app ha il permesso di accedere alla localizzazione, il confine tra servizio utile e tracciamento percepito come invasivo diventa molto sottile.

Wi-Fi e Bluetooth: i segnali nascosti che rendono il tracciamento più preciso

Il GPS non è l’unico elemento in gioco. Su Android e iOS, possono restare attive anche le scansioni Wi-Fi e Bluetooth in background. Queste scansioni sono pensate per rendere più precisa la posizione e velocizzare l’aggancio ai servizi locali.

Il telefono può rilevare router, access point pubblici, beacon Bluetooth e altri segnali nei paraggi, anche quando l’utente ha spento il Wi-Fi dal pannello rapido. Questo riconoscimento può bastare per affinare la posizione, perché grandi piattaforme come Google hanno database con la posizione approssimativa di reti Wi-Fi pubbliche, torri cellulari e punti di accesso già mappati.

Cronologia di Maps: dove finiscono i dati appena torna la connessione

Quando Google Maps ha il permesso di usare la posizione, le informazioni raccolte possono essere salvate per un periodo nella cache del dispositivo. Durante un tragitto senza dati attivi, il telefono può continuare a stimare dove ti trovi. Poi, più tardi, appena si rientra in casa e il cellulare si collega al Wi-Fi, la sequenza viene inviata e sistemata nella Cronologia di Maps.

Google ha introdotto controlli più precisi sulla Cronologia, compresa la possibilità di metterla in pausa o di gestire l’eliminazione automatica. Tuttavia, il punto resta sempre lo stesso: i permessi concessi. Se l’utente lascia attive Cronologia, Attività web e app e autorizzazione alla posizione, Maps ha più strade per ricostruire gli spostamenti.

Android e iPhone: le opzioni da controllare per bloccare il tracciamento

Per limitare davvero il tracciamento di Google Maps, non basta mettere la modalità aereo o spegnere i dati. Su Android, il primo passaggio è entrare in Impostazioni, poi Posizione, e disattivare l’interruttore generale quando non si vuole condividere la posizione con le app.

Subito dopo conviene aprire i Servizi di localizzazione e spegnere Ricerca di reti Wi-Fi e Ricerca di dispositivi Bluetooth, due opzioni che possono continuare a raccogliere segnali nei dintorni. Sempre su Android, nella sezione dedicata, si può disattivare anche la Precisione della posizione di Google, che combina GPS, Wi-Fi, reti mobili e sensori per migliorare il risultato.

Su iPhone, il percorso passa da Impostazioni, Privacy e sicurezza, poi Localizzazione. Da qui si può togliere l’accesso a Google Maps oppure limitarlo a Mentre usi l’app, evitando l’autorizzazione continua in background. Nei Servizi di sistema si possono rivedere le opzioni che usano la posizione per funzioni di rete e di sistema.

L’ultimo controllo, spesso quello decisivo, riguarda l’account Google: nella pagina Dati e privacy si possono mettere in pausa la Cronologia di Maps e l’opzione Attività web e app. Google segnala anche che chi non vuole far usare il proprio router per migliorare i servizi di localizzazione può aggiungere _nomap al nome della rete Wi-Fi. Sono interventi rapidi, due o tre minuti al massimo. Ma fanno la differenza: il telefono continuerà a funzionare, Maps resterà utilizzabile, solo con meno dati personali lasciati in giro.

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