Nella notte tra il 6 e il 7 agosto, un’autovelox situato in via Ginori a Cecina è stato distrutto da un’esplosione. L’apparecchio, recentemente reinstallato dopo due anni di stop, era stato posizionato su richiesta dei residenti per controllare la velocità eccessiva delle auto in quella zona. L’esplosione, avvenuta intorno alle 1.50, ha causato danni per circa 100.000 euro.
Un gesto preoccupante e non casuale
La sindaca di Cecina, Lia Burgalassi, ha espresso forte preoccupazione per l’accaduto. “Non siamo di fronte a un semplice atto vandalico”, ha dichiarato. “Utilizzare dell’esplosivo per far saltare un autovelox, uno strumento per il controllo della sicurezza stradale, è un fatto estremamente grave e preoccupante.” L’autovelox era stato reinstallato il 7 agosto dopo un lungo periodo di inattività dovuto a un censimento disposto dal Ministero dei Trasporti.
Indagini in corso e appello alla cittadinanza
La Polizia di Stato, con il supporto della Polizia Scientifica, sta conducendo indagini per determinare il tipo di esplosivo utilizzato e identificare i responsabili. Sul posto sono stati trovati numerosi frammenti dell’ordigno, ma non ci sono telecamere che possano aver ripreso l’accaduto. La sindaca Burgalassi ha fatto un appello alla cittadinanza: “Chiunque abbia informazioni utili è invitato a contattare le forze dell’ordine o il Comune. Anche un dettaglio apparentemente secondario potrebbe essere cruciale per le indagini.”
L’autovelox, unico strumento a disposizione della polizia locale per il controllo della velocità, era stato posizionato in via Ginori dopo essere stato spostato da via dei Campilunghi. La sua distruzione ha privato la comunità di un importante strumento di sicurezza stradale. “Quell’autovelox era stato posizionato in via Ginori proprio su richiesta degli stessi residenti”, ha sottolineato Burgalassi, “che da tempo segnalano il passaggio di auto a velocità eccessiva, soprattutto nelle ore serali e notturne.”
Un danno che va oltre il costo economico
Il danno economico causato dall’esplosione è significativo, ma la sindaca ha tenuto a sottolineare che il problema va ben oltre il costo dell’apparecchio. “Un autovelox non viene installato per ‘fare cassa’, ma per indurre chi percorre quella strada a rispettare i limiti di velocità, per intervenire su una situazione di pericolo”, ha spiegato. “Un gesto di questo tipo non colpisce soltanto il Comune: il danno ricade sulla collettività e, soprattutto, viene danneggiato uno strumento che era stato richiesto proprio per aumentare la sicurezza di quella strada.”
Le indagini sono ancora in corso e la Polizia Scientifica sta analizzando i rilievi effettuati sul posto. La sindaca ha ribadito l’importanza di distinguere il dissenso dalla violenza: “Si può essere contrari agli autovelox, si possono contestare le modalità dei controlli, si possono criticare le scelte dell’amministrazione. È legittimo e ci sono tutti gli strumenti per farlo. Ma utilizzare un ordigno esplosivo per distruggere un’apparecchiatura pubblica è un’altra cosa.”



