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Nuova presidenza di CNA Edilizia Firenze: sfide per le PMI

Raffaele Cacciapuoti guida CNA Edilizia Firenze verso una rinascita sostenibile, puntando a piccoli cantieri e al Piano Casa.

Nuova presidenza di CNA Edilizia Firenze: sfide per le PMI

Il 22 settembre 2026 la CNA Edilizia Firenze ha annunciato il passaggio di consegne alla guida dell’associazione: Raffaele Cacciapuoti succede a Pino Comanzo. Imprenditore con quasi tre decenni di esperienza nel settore, Cacciapuoti è il fondatore della Cogef – Costruzioni Generali Firenze nata nel 2013 a Borgo San Lorenzo.

Cacciapuoti alla guida di CNA Edilizia Firenze

Nel suo discorso di insediamento, il nuovo presidente ha ringraziato il predecessore per i risultati ottenuti, soprattutto sul principio della bilateralità e ha sottolineato la delicatezza del momento: si chiude la stagione dei grandi incentivi e si apre un periodo in cui «serviranno misure più stabili, capaci di sostenere nel tempo la riqualificazione degli edifici, l’efficientamento energetico e la rigenerazione urbana». La priorità dichiarata è far sì che micro e piccole imprese diventino protagoniste di questo nuovo ciclo.

Dati del settore edilizio nella Città Metropolitana di Firenze

Il comparto edile resta uno dei più rilevanti per l’economia fiorentina, in seconda posizione dopo il commercio. Alla fine del secondo trimestre 2026 erano attive 12.844 imprese nella Città Metropolitana, pari al 15 % del totale imprenditoriale. Tuttavia, confrontando questi numeri con quelli di dieci anni fa, si registra una contrazione del 12,4 % delle imprese di costruzione, contro un calo complessivo del sistema del 7 %. Questo ridimensionamento è avvenuto mentre il mercato si trasformava, specialmente a seguito della lunga stagione di incentivi.

Pressioni attuali sul mercato

L’esaurimento degli incentivi straordinari ha lasciato spazio a sfide di diversa natura: la revisione dei prezzi negli appalti, l’incertezza dei mercati energetici, le tensioni internazionali e i rincari delle materie prime influiscono sui costi di realizzo. Secondo Cacciapuoti, è fondamentale rafforzare il dialogo con le stazioni appaltanti per consentire la suddivisione dei lavori in lotti compatibili con la capacità delle micro e piccole imprese sebbene i Comuni spesso manchino delle risorse necessarie per gestire tali articolazioni.

Strategie per micro e piccole imprese: appalti, consorzi e Piano Casa

La media di dipendenti di un’impresa edile nella provincia di Firenze è di soli 3 addetti dato in linea con la media regionale. Per questo motivo, oltre alla frammentazione degli appalti, Cacciapuoti insiste sulla promozione di forme di aggregazione come consorzi e ATI che possono facilitare l’accesso a lavori pubblici il cui valore rimarrebbe altrimenti proibitivo per realtà di dimensioni ridotte. Tali collaborazioni sono viste come una risposta concreta a una fase in cui gli incentivi al mercato privato perdono slancio.

Il Piano Casa rappresenta, secondo il presidente, un’opportunità per rispondere all’emergenza abitativa, rilanciare la rigenerazione urbana e recuperare il patrimonio edilizio esistente. Tuttavia, avverte il rischio che tali interventi possano sfociare in operazioni riservate ai grandi operatori. Per contrastare questo fenomeno, la CNA propone di destinare almeno il 40 % del valore dei lavori nei partenariati pubblico-privati a ATI e consorzi composti da micro, piccole e medie imprese.

Infine, l’associazione intende rafforzare i controlli contro il dumping contrattuale il lavoro irregolare e il subappalto a cascata, valorizzando i contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni più rappresentative. Un’altra missione è migliorare l’accessibilità ai servizi erogati dagli enti bilaterali del settore, spesso poco utilizzati. Come CNA Costruzioni l’obiettivo è fornire informazione e supporto per consentire alle imprese di sfruttare al meglio gli strumenti a disposizione, riconoscendo che le sfide dell’edilizia richiedono impegno, partecipazione e collaborazione.

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