Nel pomeriggio di oggi, il pescatore sportivo Marco Volpi ha vissuto un episodio inusuale a circa sei miglia dal porto di Livorno, nelle acque note come le secche della Meloria. Mentre praticava la classica tecnica di traina a ricciole, la sua esca ha attirato l’attenzione di un squalo mako femmina, una specie raramente avvistata così vicino alle coste mediterranee.
Dettagli dell’incontro: da 2,5 m a 120 kg
Il predatore, stimato lungo 2,5 metri e dal peso di 120 chili ha abboccato al tonno vivo di oltre un chilo utilizzato come esca. Lottando per circa 50 minuti l’animale è riuscito a sollevarsi fuori dal mare per più di due volte, raggiungendo alti di due metri e mezzo. Durante lo scontro, la lunga lenza è stata tranciata dall’animale, consentendogli di liberarsi senza ulteriori danni.
Il comportamento del mako
Il mako è noto per essere il più veloce tra gli squali, capace di raggiungere i 27 nodi in crociera e punte di 40 nodi in picchi. La sua agilità e la capacità di saltare fuori dall’acqua lo rendono un predatore temuto, spesso classificato tra i “squali più pazzi”. Nonostante la sua reputazione aggressiva, il contatto con l’uomo è raro, e il gigante marino è considerato in via di estinzione.
Rilascio e consigli per chi si immerge nelle secche
Consapevole della delicata situazione, Volpi ha optato per una liberazione rapida dell’animale, rimuovendo la lenza biodegradabile che si è sciolta entro pochi minuti in acqua. Ha spiegato che, pur potendo prolungare la disputa per ottenere più riprese, ha preferito non stressare ulteriormente il pesce protetto. L’area, con una profondità di circa 22 metri è spesso frequentata da subacquei e apneisti, che dovrebbero mantenere una distanza di sicurezza: il mako è in grado di percepire prede anche da lontano.
Volpi ha inoltre avvertito gli appassionati di immersione di vigilare attentamente, soprattutto se si utilizza attrezzature rumorose o si pesca nelle vicinanze. Un eventuale ferimento o la presenza di un richiamo di preda può rapidamente attirare il predatore in superficie. Nonostante il caso sia stato isolato, la comparsa di un esemplare così imponente a pochi chilometri dalla costa richiama l’attenzione su possibili mutamenti ambientali nel Mediterraneo.



