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RSA Le Civette a Firenze: apertura garantita fino al 30 giugno 2027

Il tavolo di crisi ha ottenuto una proroga di sei mesi per la RSA Le Civette, salvando posti di lavoro e mantenendo aperta la struttura finché non saranno risolti i problemi strutturali.

RSA Le Civette a Firenze: apertura garantita fino al 30 giugno 2027

Il futuro della RSA Le Civette, situata nel quartiere San Salvi a Firenze, è stato recentemente assicurato grazie a una decisione condivisa tra la Regione Toscana, l’ASL Toscana Centro, la cooperativa Proges e le organizzazioni sindacali. Dopo mesi di incertezza, il tavolo di crisi ha optato per una proroga di sei mesi spostando la scadenza di chiusura dal 31 dicembre al 30 giugno 2027.

Questa soluzione temporanea impedisce lo straripamento di 19 anziani ospiti e mette in pausa la procedura di licenziamento collettivo che riguardava i 26 dipendenti della struttura. L’accordo, però, non chiude il capitolo: rimane attiva la necessità di trovare una soluzione permanente per la ristrutturazione e la messa a norma della struttura.

Proroga fino al 30 giugno 2027: i termini dell’accordo

Durante l’incontro svoltosi nella sede della Regione in piazza del Duomo il consigliere speciale per le crisi aziendali, Valerio Fabiani ha illustrato i punti chiave del nuovo verbale. L’ASL Toscana Centro si è impegnata a una proroga tecnica del contratto di appalto scaduto il 31 dicembre, garantendo così la continuità dei servizi e la permanenza della struttura aperta per altri nove mesi di lavoro congiunto.

Il provvedimento è stato accolto con favore dal Comune di Firenze, rappresentato dagli assessori Dario Danti (lavoro) e Nicola Paulesu (welfare), che hanno sottolineato l’importanza di salvaguardare i livelli di assistenza residua e di considerare la RSA come elemento chiave del sistema di welfare locale.

Il ritiro della procedura di licenziamento e le reazioni dei sindacati

Con la proroga in atto, la cooperativa Proges ha annunciato il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo avviata settimane prima. Le principali confederazioni sindacali – CGIL, CISL, UIL e CUB – hanno espresso soddisfazione per la decisione, ma hanno anche ricordato che la proroga deve essere utilizzata per costruire soluzioni concrete e non come semplice “tempo di attesa”.

In una nota congiunta, la CGIL ha ribadito che la RSA deve restare aperta e partecipare a un progetto più ampio di valorizzazione dell’intera area di San Salvi, con l’obiettivo di rafforzare i servizi sociosanitari della città. Il sindacato ha chiesto che il tavolo di crisi rimanga operativo per monitorare l’avanzamento dei lavori e garantire che le decisioni future non compromettano né l’assistenza né l’occupazione.

Prospettive future: monitoraggio e valorizzazione dell’area di San Salvi

L’assessore al welfare, Nicola Paulesi ha definito l’accordo come “un primo risultato concreto” capace di dare il tempo necessario per consolidare il sistema di assistenza agli anziani. Ha inoltre indicato che la valorizzazione dell’area di San Salvi è una priorità strategica, perché la struttura rappresenta un punto di riferimento per una domanda crescente di cure residenziali.

Il tavolo di monitoraggio, ora operativo, continuerà a ricevere aggiornamenti periodici dalle parti coinvolte. L’obiettivo dichiarato è quello di individuare soluzioni definitive per la ristrutturazione, assicurare la continuità assistenziale e, a lungo termine, rilanciare la RSA all’interno di un progetto complessivo di sanità e welfare che risponda alle esigenze future della comunità.

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