Dal 14 al 18 ottobre il cinema La Compagnia di Firenze si trasforma in un ponte culturale tra l’Italia e la Cina. La sesta edizione del FánHuā Chinese Film Festival presenta undici film che esplorano sia le dinamiche attuali della società cinese sia i capitoli più significativi della sua storia cinematografica.
Il festival si caratterizza per una programmazione variegata, in grado di soddisfare curiosi, cinefili esperti e appassionati di arte contemporanea, proponendo una cornice di cinema d’autore arricchita da performance musicali e installazioni visive.
Programma d’apertura: “Dear You” di Lan Hongchun
L’inizio delle proiezioni è segnato dalla prima italiana di Dear You film rivelazione dell’anno in Cina. La narrazione intreccia il viaggio di un giovane alla ricerca del nonno in Thailandia con la riscoperta di una storia d’amore sepolta da mezzo secolo, collegandosi alle qiaopi le tradizionali lettere d’amore e di sostentamento inviate dagli emigrati cinesi alle famiglie rimaste in patria. Prima della proiezione, un concerto di piano solo curato dalla compositrice e pianista Giulia Mazzoni celebra il dialogo musicale tra le due culture.
Sezioni tematiche e capolavori del passato
Il festival è suddiviso in quattro filoni: “Sguardo al femminile”, “Nuovi Talenti”, “La varietà della Cina” e “Dal presente ai Grandi Classici”. Quest’ultima sezione mette in luce due opere fondamentali del cinema cinese: Spring in a Small Town di Fei Mu, capolavoro del 1948 che dipinge la delicatezza delle relazioni familiari, e Still Life di Jia Zhangke, vincitore del Leone d’Oro a Venezia nel 2006, che chiude la rassegna domenica 18 ottobre.
Dal realismo poetico al nuovo cinismo
Questi due film illustrano due modi diversi di raccontare la trasformazione sociale della Cina: da una narrazione intimista e poetica a una visione più cruda e contemporanea, dimostrando la ricchezza tematica del cinema nazionale.
Ospiti, giovani voci e azione mozzante
Tra gli invitati più attesi figura il regista Xia Hao che parteciperà a una sessione di domande e risposte dopo la proiezione di Number 23 un delicato studio sul rapporto madre-figlio. La programmazione comprende anche It’s OK di Yang Lina, una commedia agrodolce che indaga l’emancipazione femminile e le tensioni generazionali della Gen Z, e Blades of the Guardians opera d’azione firmata dal maestro Yuen Woo-ping, noto per le coreografie di combattimento di livello mondiale.
Arte contemporanea cinese: video-installazioni di Li Yongzheng
Parallelamente alle proiezioni cinematografiche, il festival presenta due appuntamenti dedicati all’arte visiva: le opere video Songs and Cries (2023-2024) e The Banquet (2020) dell’artista cinese Li Yongzheng. Questi lavori esplorano tematiche di identità, memoria e rituale, offrendo al pubblico fiorentino una prospettiva più ampia sulla produzione culturale contemporanea della Cina.
L’intero calendario, ricco di proiezioni, incontri e performance, conferma il ruolo di Firenze come città di dialogo interculturale, dove il cinema cinese trova un pubblico attento e curioso, pronto a scoprire nuovi talenti e a rivivere i grandi capolavori del passato.



