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Studenti con tende a Firenze, Roma e Venezia chiedono affitti giusti

Studenti trasformano le piazze di Firenze, Roma e Venezia in campi temporanei per chiedere un affitto più equo

Studenti con tende a Firenze, Roma e Venezia chiedono affitti giusti

Il costo degli affitti sta diventando un ostacolo per chiunque voglia studiare o lavorare nelle grandi città italiane. In risposta, gruppi studenteschi hanno deciso di occupare lo spazio pubblico con tende trasformando le piazze più simboliche in veri e propri campi di protesta. La scelta di stabilirsi temporaneamente in luoghi pubblici vuole mettere in luce la crisi abitativa che colpisce soprattutto i più giovani, costringendoli a trasferirsi o a rinunciare al percorso universitario.

Questa ondata di manifestazioni si è estesa rapidamente da un centro all’altro del Paese, creando un filo conduttore comune: la richiesta di un diritto all’abitare tutelato, lontano dalla logica speculativa. Le richieste dei manifestanti includono un tetto al prezzo, la rimozione delle locazioni brevi e un investimento concreto nell’edilizia pubblica. Di seguito, i tre fronti più visibili di questa mobilitazione.

Firenze: le tende sotto Palazzo Vecchio

Alle ore 11, gli studenti di Udu Firenze hanno eretto una fila di tende davanti al lato via dei Gondi del Palazzo Vecchio. Tra i presenti, la magistrale Ludovica Ferrero, arrivata da Torino, ha raccontato di aver pagato 500 euro al mese per una stanza condivisa, una spesa che si traduce in seimila euro l’anno. Secondo i dati di Insights, Firenze è la seconda città più cara d’Italia per una camera singola, con un affitto medio di 627 euro al mese in crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente nonostante l’offerta sia quasi raddoppiata. I manifestanti chiedono risorse per l’edilizia pubblica e un tetto legale agli affitti, denunciando la speculazione immobiliare che rende la città accessibile solo ai turisti.

Roma: la Piazza dei Cinquecento davanti a Termini

A Roma, circa mille manifestanti si sono radunati in Piazza dei Cinquecento, trasformata per l’occasione in “Piazza Maricarmen Abascal”, in onore della simbologia spagnola contro lo sfratto. Le tende, piantate davanti alla stazione Termini, hanno accompagnato un banchetto di raccolta firme per una legge sul “diritto all’abitare”. Tra le richieste più pressanti vi sono: un canone equo proporzionato al reddito l’abrogazione della legge 431/98, la chiusura dei fondi speculativi e il finanziamento dell’edilizia pubblica. Gli organizzatori hanno sottolineato che la crisi abitativa è strettamente legata all’aumento dei costi di vita, dal carburante ai generi alimentari.

Venezia: accampamento in campo San Geremia

A Venezia, un gruppo di studenti ha montato un accampamento notturno in campo San Geremia, di fronte alla sede della Rai in Palazzo Labia. La protesta si concentra su affitti che superano i 700-800 euro al mese per una singola camera, un prezzo ritenuto insostenibile per chi deve anche far fronte a trasporti, libri e vitto. I giovani denunciano che l’ondata di turisti e la predominanza delle locazioni brevi hanno ridotto drasticamente l’offerta di alloggi a prezzi accessibili, costringendo molti a studiare fuori dalla città o a interrompere gli studi. Anche a Venezia, le richieste ruotano attorno a un più forte intervento pubblico e a un blocco della speculazione.

Le tre città condividono dati analoghi: canoni in costante crescita, offerta abitativa insufficiente e una popolazione studentesca che si sente sempre più minacciata dal costo della vita. I sindacati studenteschi hanno chiedito al Governo un piano nazionale che preveda fondi per l’edilizia popolare e un limite legale agli aumenti d’affitto, sostenendo che senza una casa dignitosa è impossibile immaginare un futuro stabile. La mobilitazione, già avviata lo scorso anno, continua a guadagnare consensi, trasformando le piazze in piattaforme di denuncia e spingendo le istituzioni a rispondere alle esigenze di chi studia e vive in Italia.

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