Il Festival della Fotografia Italiana torna a interrogare l’invisibile mettendo al centro la domanda su come il sacro si manifesti oggi. In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, la rassegna propone dal 12 giugno al 6 settembre un programma diffuso nel Casentino che unisce mostre, incontri e progetti editoriali per raccontare le tensioni tra materia e trascendenza. La manifestazione è promossa da FIAF ETS con il contributo della Fondazione CR Firenze e conferma la vocazione a valorizzare il patrimonio fotografico italiano mettendo in dialogo autori affermati e nuove generazioni.
Al centro del festival c’è una grande mostra collettiva che affronta il tema con un impianto curatoriale articolato e pensato come un confronto di sguardi. La direzione artistica è affidata a Denis Curti e Roberto Rossi, che coordinano un calendario di eventi distribuiti tra Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia. Il cartellone include masterclass, letture portfolio, talk e iniziative nate dal dialogo con il territorio, costruendo così un percorso espositivo che è anche un laboratorio di ricerca e produzione.
La mostra centrale: Corpo a Corpo
La mostra principale, intitolata “Corpo a Corpo. Visioni a confronto sul sacro”, è ospitata al CIFA di Bibbiena ed è pensata come un progetto corale che mette in relazione linguaggi, epoche e posture dello sguardo. Il percorso riunisce 21 autori e si articola in 10 confronti tematici, ciascuno costruito come un campo di tensione che offre accessi diversi al tema del sacro contemporaneo. L’obiettivo è esplorare come la fotografia possa essere soglia tra documento e visione, materiale e simbolo, esperienza individuale e memoria collettiva.
I dieci confronti
I contrasti curatoriali includono dialoghi serrati tra grandi nomi e voci emergenti. Tra gli accostamenti si leggono i lavori di Ferdinando Scianna e Massimo Sestini, il confronto a tre tra Bruno Cattani, Massimo Siragusa e Fabrizio Spucches, e il focus sul corpo con Valentino Giannini e Tarin. Altri accostamenti coinvolgono Fabiana Zanola e Attilio Solzi, Kicca Tommasi e Vito Sforza, oltre a percorsi visivi di Pepi Merisio, Silvia Camporesi, Antonio Biasiucci, Teresa Bucca, Giovanni Chiaramonte, Alessia Rollo, Tiziano Terzani, Amalia Violi, Daniele Bondì ed Eleonora Paciullo. Ogni confronto apre letture diverse: ritualità, magia, paesaggio meditativo, espiazione e riemersione del mito.
La sezione Proposte e i giovani autori
Accanto alla mostra centrale il festival sviluppa la sezione “Proposte”, un insieme di mostre dedicate ad autori italiani chiamati ad ampliare il tema dell’edizione 2026 con ricerche autonome. Tra i progetti selezionati figurano indagini di rilievo internazionale: Michele Borzoni sulle comunità cristiane del Medio Oriente, Giulio Di Sturco con il lavoro sul Gange, Ivo Saglietti su Deir Mar Musa e Fausto Podavini sul cristianesimo etiope. Inoltre Nausicaa Giulia Bianchi esplora la questione delle donne prete cattoliche, intrecciando corpo, vocazione e istituzione.
Call e editoria
Il festival mantiene un forte legame con la formazione e l’editoria fotografica attraverso le due call annuali: Nuovi Sguardi, rivolta a fotografi under 35, e Percorsi – Dal progetto al libro fotografico, che accompagna lavori verso la pubblicazione. I progetti vincitori ottengono visibilità espositiva e, nel caso del concorso editoriale, la pubblicazione in una monografia della collana FIAF, consolidando così il ruolo della manifestazione come piattaforma di crescita per la fotografia italiana.
Eventi diffusi, Castello Conti Guidi e weekend inaugurale
Il Festival si sviluppa come un programma diffuso: mostre, talk e attività si tengono tra Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia. Tra gli appuntamenti di rilievo c’è la mostra ospitata al Castello Conti Guidi di Poppi, curata da Antonio Maraldi e intitolata “L’abito fa il monaco”, che indaga la rappresentazione di figure religiose nel cinema e nella fiction italiana. La mostra nasce anche dalla collaborazione con AFS, Biblioteca Malatestiana e il Centro Cinema Città di Cesena, valorizzando archivi e fondi come CliCiak.
Il festival prende il via con il weekend inaugurale del 12, 13 e 14 giugno, quando si svolgeranno le aperture principali, i talk con autori e studiosi e le premiazioni delle call. La proposta culturale intende così connettere la pratica fotografica con il territorio, creando un laboratorio vivo in cui ricerca, formazione e divulgazione si incontrano per indagare il senso e le forme dello sacro nella contemporaneità.



