La Scuola della Ceramica di Montelupo Fiorentino continua a consolidare la sua reputazione come luogo di formazione e sperimentazione. In un periodo di crescente interesse per la ceramica, la scuola si presenta non soltanto come un polo didattico ma anche come un laboratorio vivo dove convergono pratiche locali e stimoli internazionali. Questo orientamento è visibile sia nelle proposte formative — dai corsi brevi ai percorsi IFTS finanziati dalla Regione Toscana — sia nelle iniziative autonome promosse da artisti e curatori esterni. Il termine residenza d’artista qui assume una dimensione operativa: tempi dilatati, scambio di competenze e produzione condivisa.
Un segnale concreto di questa vocazione internazionale è il workshop di Sarah Glass, ceramista statunitense attiva dal 2016 a Fort Lauderdale, che ha scelto Montelupo per condurre un corso intensivo di due giorni sulla lavorazione della porcellana. L’evento del 10 e 11 giugno nasce da un contatto diretto dell’artista con la scuola e porta a Montelupo una pratica minimalista e raffinata, supportata da una community online di oltre 15.000 follower. Qui il termine pratica raffinata indica un approccio alla materia che privilegia precisione, essenzialità e controllo del gesto, elementi che arricchiscono l’offerta formativa locale.
Un laboratorio aperto al mondo
La presenza di artisti come Sarah Glass conferma la funzione della scuola come hub internazionale capace di attrarre talenti e professionisti. Il modello adottato integra produzione artigianale e ricerca artistica: spazi didattici, laboratori attrezzati e percorsi di residenza si intrecciano con eventi pubblici e momenti di confronto. La scuola si propone quindi come ponte tra la tradizione ceramica montelupina e pratiche contemporanee, sostenendo sia chi approccia la ceramica per la prima volta sia chi cerca un contesto professionalizzante per sviluppare progetti complessi. In questo senso, il concetto di know-how rimane centrale: una capacità tecnica storicamente radicata che diventa risorsa per l’innovazione.
Il workshop di Sarah Glass
Il laboratorio del 10 e 11 giugno offre ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi con tecniche specifiche di porcellana e con un’estetica minimalista orientata alla purezza del segno e della forma. L’intervento di Glass è significativo perché nasce da un invito diretto: l’artista ha scelto Montelupo per portare la sua ricerca oltre i confini statunitensi. Per i frequentatori è una occasione di apprendimento intensivo e di networking; per la scuola, una conferma della sua capacità di dialogare con pratiche internazionali. L’esperienza si colloca inoltre dentro un contesto di scambio culturale che valorizza sia processi individuali sia collaborazioni collettive.
Residenze e produzioni in corso
Negli spazi della Fondazione Ceramica Montelupo sono attivi contemporaneamente quattro percorsi di residenza artistica, segno della vitalità del centro. Tra questi spiccano progetti finanziati tramite bandi e collaborazioni istituzionali che coinvolgono musei e distretti culturali. Le residenze non sono soltanto periodi di lavoro privato: prevedono restituzioni pubbliche, esposizioni e momenti di documentazione che traducono il processo creativo in fruizione per la comunità. Il format include inoltre la produzione di materiale editoriale e azioni partecipate pensate per avvicinare il pubblico ai temi della ceramica contemporanea.
Premio Open Studio e project room
Il Premio Open Studio, collegato all’iniziativa Buongiorno Ceramica e svolto in concomitanza con Cèramica 2026, ha assegnato due borse di residenza: i risultati saranno esposti il 23 e 24 maggio negli atelier della scuola. Tra i progetti premiati, Ilaria Pennoni (categoria under 35) presenta Troppo bianco per essere pulito, un lavoro che innesta parti animali in oggetti domestici d’epoca per interrogare consumo, memoria e cura; mentre Caterina Sbrana e Gabriele Mallegni restituiscono l’installazione Lapidaria, nata dal camminare lungo il fiume Pesa e dall’osservazione del paesaggio e della memoria ceramica locale.
Geografie d’Innesto e le nuove traiettorie
Il progetto Geografie d’Innesto, promosso da Fondazione MUS.E con il Museo Novecento e MAD Murate Art District, vede la Fondazione Ceramica Montelupo tra i partner insieme ad Associazione Culturale Dello Scompiglio, Comune di Cavriglia e la Fondazione Hic Termius Haeret II Giardino di Daniel Spoerri. Finanziato dal bando FSE per le residenze d’artista, il percorso ospita le artiste Elisa Pietracito e Anna Costantino, con il curatore Massimiliano Bastardo e il mentor Fabrizio Lucchesi. Qui il concetto di innesto rimanda a pratiche che sovrappongono decorazione e materia, artigianato e ricerca contemporanea.
Le artiste in residenza e i prossimi passi
Elisa Pietracito (Borgo San Lorenzo, 1998) lavora reinterpretando i decori locali come struttura di elementi modulari in cui il vetro dialoga con la luce; Anna Costantino (Crotone, 1999) trasforma segni bidimensionali in volumi tridimensionali, estraendo solidità da elementi decorativi effimeri della tradizione montelupina. Nei prossimi mesi le artiste e il curatore saranno impegnati nella mostra collettiva finale, nella realizzazione del catalogo e in attività di restituzione rivolte al pubblico, confermando come la Scuola non sia soltanto spazio di produzione ma anche di mediazione culturale e divulgazione.


