Il costo degli affitti in continua crescita e l’aumento delle spese quotidiane stanno spingendo gli studenti italiani a scendere in piazza. Da Firenze a Bari, passando per oltre venti città, i giovani hanno trasformato i centri urbani in veri e propri campi di pressione chiedendo al governo interventi concreti per garantire il diritto alla casa e alla formazione.
Coordinata dal sindacato studentesco Udu e da altre realtà del territorio, la mobilitazione ha avuto come culmine la giornata definita “No Meloni Day”. In quella data, più di 400 mila studenti hanno sfilato da Torino a Napoli, unendo richieste di affitti più bassi, tutela del potere d’acquisto e un ambiente universitario libero da repressioni.
Firenze: la tenda di Udu in piazza della Signoria
La domenica 18 ottobre, una tenda piantata nella storica piazza della Signoria è diventata il simbolo della protesta fiorentina. Decine di studenti, armati di cartelli e microfoni, hanno occupato lo spazio per evidenziare come il costo della vita e gli affitti alle stelle rendano insostenibile la permanenza fuori sede. Oltre a chiedere un aumento degli investimenti nell’edilizia pubblica, il sindacato ha invocato misure urgenti per contenere i canoni e garantire una casa dignitosa a chi studia.
Richieste specifiche al governo
Udu ha presentato una lista di proposte: ampliamento delle residenze universitarie, incentivi fiscali per gli affitti a prezzo calmierato e una revisione delle bollette energetiche per gli studenti. Durante la manifestazione, i partecipanti hanno sottolineato che il prezzo degli alloggi pesa in maniera sproporzionata sui bilanci degli studenti, soprattutto quelli provenienti da altre regioni.
Bari: sit-in davanti alla Prefettura e incontro con le autorità
A Bari, la protesta è iniziata con lo slogan “Questa città non ci può cacciare, vogliamo restare, vogliamo contare”, ripetuto a gran voce da un megafono. Il gruppo di Udu e del collettivo Zona Franka ha allestito un sit-in davanti alla Prefettura, con tende decorate da cartelli quali “generazione all’asta” e “Italia quanto ci costi”. Il sindaco Vito Leccese ha poi incontrato i rappresentanti degli studenti, affiancato dal consigliere regionale del PD, Ubaldo Pagano.
La coordinatrice di Udu Bari, Sahar Locaputo, ha rimarcato che studiare e vivere fuori sede non può diventare un privilegio riservato a pochi. Gli studenti hanno chiesto politiche abitative pubbliche, nuovi posti letto accessibili e strumenti efficaci per calmierare i canoni. L’incontro con le autorità ha servito a ribadire la necessità di interventi concreti per evitare che la crisi abitativa allontani i giovani dalle università della città.
No Meloni Day: la marcia nazionale di oltre 400mila studenti
Il “No Meloni Day” ha visto manifestazioni simultanee in città come Torino, Milano, Genova, Padova, Bologna, Roma, Napoli, Cagliari, Firenze e Venezia. Gli organizzatori hanno stimato la partecipazione a più di 400 000 studenti, che hanno sfilato con cartelli, canti e slogan rivolti al governo. Tra le rivendicazioni più sentite: “più aule e meno bombe” e la richiesta di un piano nazionale per il diritto allo studio in risposta al clima di repressione politica e culturale percepito.
Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi, ha dichiarato: “Non accetteremo che la sicurezza, il diritto allo studio e il benessere dei giovani siano trattati come questioni secondarie”. In molte città, la manifestazione si è sovrapposta al climate strike promosso da Fridays for Future, creando un “crossover” di richieste tra diritti sociali ed ecologici.



