Venerdì 9 ottobre, intorno alle 13:30, una professoressa del Liceo artistico di Porta Romana ha notato due mitra poggiati contro il muro esterno del consolato onorario di Israele in via dell’Erta Canina, a pochi metri dall’ingresso della scuola situata nell’istituto La Fantina. Le armi, apparentemente appartenenti alla famiglia Beretta AR 70/90 SC 70/90 erano visibili a chiunque passasse, senza alcuna barriera di sicurezza.
L’insegnante, ancora sconvolta, ha subito avvertito i colleghi; in meno di cinque minuti le armi sono state rimosse da un militare presente sul posto. Il fatto ha immediatamente suscitato preoccupazione tra gli studenti, i genitori e il personale educativo, nonché tra gli abitanti del quartiere, che temevano una possibile minaccia alla sicurezza pubblica.
Le armi abbandonate davanti al consolato onorario di Israele
Dalle immagini diffuse, i due fucili sembrano i classici mitra Beretta AR 70/90 modellati per l’uso delle forze armate italiane. Normalmente l’accesso al consolato è vigilato da due militari dell’Esercito italiano ma quel pomeriggio qualcuno sembrava aver lasciato la postazione, creando una fuga di responsabilità evidente. Non è stato ancora accertato se le armi fossero cariche, ma la professoressa ha ammesso di non aver potuto verificarlo sul posto.
Identificazione dei mitra e presenza dei militari
L’Esercito italiano ha avviato un’indagine interna per capire le cause dell’abbandono. La mancanza di un controllo adeguato ha spinto le autorità a chiedere chiarimenti alla prefettura e alla questura che dovrebbero comunicare i risultati al Consiglio di Quartiere 1 e alle strutture educative coinvolte. La vicinanza del nido privato Canadian Island anch’esso a pochi metri dal consolato, ha ulteriormente amplificato le preoccupazioni dei genitori.
Reazioni di scuola, genitori e amministrazione comunale
Il consigliere Dmitrij Palagi ha richiesto, nella seduta del Consiglio comunale del 12 ottobre, un’interrogazione urgente alla sindaca Sara Funaro. Palagi ha chiesto se la sindaca fosse stata informata dalla prefettura o dalla questura dell’episodio del 9 ottobre e se avesse intenzione di rendere pubblici gli esiti dell’indagine. Inoltre, ha sollevato la questione della vigilanza armata fissa nei pressi di scuole e nidi, chiedendo se fossero previsti nuovi protocolli di sicurezza.
Interrogazione al Consiglio e richiesta di chiarimenti
Oltre al consiglio, più di 120 genitori hanno firmato una lettera indirizzata alla sindaca e alla dirigente scolastica, la dot.ssa Laura Lozzi. Nella missiva si denuncia la “strabiliante dimenticanza” dei militari e si sottolinea il potenziale impatto simbolico del fatto, visto il ruolo politico del consolato israeliano. I genitori hanno chiesto alla amministrazione di attivare tutti i canali necessari per accertare le responsabilità e valutare misure di tutela per gli alunni e i più piccoli.
Nel frattempo, il Comune ha avviato contatti con la scuola, il nido, la Città Metropolitana responsabile degli edifici scolastici e il Consiglio di Quartiere 1 per comprendere se fossero necessarie ulteriori informazioni o misure protettive. La vicinanza di un edificio diplomatico, di una scuola e di un asilo ha reso l’episodio un caso di massima rilevanza per la sicurezza urbana destinato a rimanere al centro dell’agenda politica e mediatica per i prossimi giorni.



