Per chi esercita un’attività in proprio, la gestione quotidiana tra clienti, fornitori e scadenze fiscali si scontra spesso con la necessità di prendersi cura di figli o familiari dipendenti. Il tempo è un bene scarso e le spese per assistenza possono diventare un peso insostenibile. In risposta a queste difficoltà, la Regione toscana ha attivato un contributo dedicato ai titolari di partita IVA che risiedono sul territorio, offrendo un voucher di conciliazione fino a 2 000 euro per finanziare servizi di supporto familiare.
Chi può accedere al contributo e quali sono i requisiti
Il beneficio è riservato a chi esercita un'impresa individuale, ai liberi professionisti iscritti ad albi o collegi, nonché ai soggetti che operano nella gestione separata INPS. Oltre alla partita IVA attiva è indispensabile la residenza in Toscana e l'iscrizione alla propria cassa previdenziale di riferimento. Il requisito economico principale è l'indicatore ISEE il cui tetto è stato aggiornato a 40 000 euro a partire da giugno 2026, rispetto ai 35 000 euro previsti all'inizio del bando.
Requisiti di residenza, partita IVA e cassa previdenziale
L'ammissione richiede la dimostrazione di residenza tramite certificato anagrafico, la registrazione della partita IVA sul portale dell'Agenzia delle Entrate e la quietanza di regolarità contributiva rilasciata dalla cassa di appartenenza. Per i liberi professionisti iscritti ad albi, è sufficiente allegare l'attesta di iscrizione; per i lavoratori autonomi della Gestione separata, basta l'estratto conto INPS che certifichi l'iscrizione. Tutti i documenti possono essere caricati sul portale del Fondo sociale europeo della Regione Toscana usando SPID, la carta d'identità elettronica o la carta sanitaria.
Quali spese sono rimborsabili e qual è il plafond
Il voucher di conciliazione comprende due categorie di spese. Per i figli conviventi fino a 13 anni è possibile richiedere il rimborso di servizi quali babysitter, centri estivi, ludoteche, attività doposcuola e supporto allo studio. Gli asili nido per bambini da 0 a 3 anni sono esclusi, poiché la Regione fornisce già la misura “Nidi gratis”. Per i familiari non autosufficienti, disabili o con handicap grave (coniugi, conviventi, parenti fino al terzo grado), il fondo copre l'assistenza domiciliare o la frequenza a un centro diurni.
Assistenza per figli minori e per familiari non autosufficienti
Il massimo riconoscibile è di 2 000 euro per ogni richiedente, prelevati da un'capienza complessiva di 500 000 euro destinata a tutti i beneficiari. Sebbene l'importo non possa coprire l'intero costo di una stagione intera di assistenza, può tranquillizzare una famiglia per l'intera estate o per alcune settimane di cura intensiva. Le spese devono essere documentate con fatture o ricevute fiscali e dovranno essere inviate entro i termini stabiliti.
Procedura di domanda: come richiedere il voucher online
Le domande sono gestite esclusivamente in modalità digitale tramite il sito del Fondo sociale europeo della Regione Toscana. Dopo aver effettuato l'accesso con SPID, carta d'identità elettronica o carta sanitaria, occorre selezionare la sezione “Avviso per lavoratori autonomi – Linea 1”. Il modulo richiede i dati anagrafici, i codici fiscali dei familiari beneficiari e l'elenco delle spese da rimborsare, corredati dai relativi attestati di pagamento.
Il termine per la presentazione delle richieste è stato prorogato al 31 ottobre 2027 salvo esaurimento anticipato dei fondi. La Regione pubblica regolarmente gli elenchi degli ammessi; gli ultimi aggiornamenti, relativi a luglio e agosto 2026, sono stati diffusi a settembre. Per dubbi o assistenza, è possibile contattare il settore Lavoro al 055 438 3097 o al 055 438 4992 (mercoledì e giovedì, ore 10-13) o inviare una email a welfare.conciliazione@.



