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Da Firenze a Capo Nord con una Vespa: la sfida di Marco Tenerini

Marco Tenerini, noto avventuriero toscano, sta compiendo un viaggio epico da Firenze a Capo Nord con una Vespa GTS 310 Super per celebrare gli ottant'anni del celebre scooter.

Da Firenze a Capo Nord con una Vespa: la sfida di Marco Tenerini

Marco Tenerini, un nome che per molti appassionati di avventura e viaggi su due ruote è sinonimo di coraggio e determinazione. Questo toscano, originario di Massa, ha deciso di celebrare gli ottant’anni della Vespa in modo straordinario: un viaggio da Firenze a Capo Nord percorrendo oltre quattromila chilometri attraverso sette Paesi europei.

La sua scelta di mezzo non è casuale: una Vespa GTS 310 Super fornita da CeB Group storica concessionaria del marchio a Firenze. Questo viaggio fa parte della Nordkapp Classic Ride un raid non competitivo che attraversa Italia, Austria, Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia.

Un viaggio che chiude un cerchio

Per Tenerini, questo viaggio rappresenta un ritorno simbolico. In realtà devo chiudere un cerchio racconta. La prima volta che ha raggiunto Capo Nord era ottobre, principalmente per ammirare l’aurora boreale. Questa volta, il 21 giugno, tornerà per vivere il sole di mezzanotte un’esperienza che vuole vivere nelle sue due espressioni più estreme.

Alle spalle, Tenerini ha già una serie di imprese che sembrano uscite da un romanzo d’avventura: dalla Route 66 negli Stati Uniti al viaggio da Viareggio a Dakar attraversando il Sahara, sempre in sella al suo inseparabile Ciao Piaggio del 1984 ribattezzato Ostinato.

La sfida e la preparazione

Il percorso della Nordkapp Classic Ride prevede una media di circa 270 chilometri al giorno, senza alcun supporto tecnico esterno. Solo l’autonomia del pilota e la preparazione del mezzo. Con il Ciao era tutto più aleatorio spiega Tenerini, perché ogni cosa era appesa a un filo e a un motorino del 1984. Con una Vespa GTS di ultima generazione sei sicuramente più tranquillo.

Tuttavia, Tenerini non sottovaluta le sfide. Ma i chilometri non vanno mai sottovalutati: ogni viaggio porta con sé meraviglie e imprevisti. La verità è che non c’è molto che mi spaventi. Dopo aver vissuto Capo Nord in ottobre, il freddo non mi preoccupa più. Anche i guasti meccanici, in qualche modo, si risolvono sempre.

Gli imprevisti del viaggio

Tra le tappe più attese del viaggio c’è soprattutto la Norvegia. Nel mio primo viaggio la neve mi costrinse a passare interamente dalla Svezia e non riuscii a vedere i fiordi e le Lofoten. Quest’anno dovrei riuscire a godermeli. Dico dovrei perché quando si viaggia per migliaia di chilometri gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo.

La passione per il viaggio

Dietro questa passione per il viaggio c’è una storia che parte da lontano. Tenerini è cresciuto sull’isola di Capraia, dove il padre lavorava come guardiano del faro. Viaggiare è sempre stato il mio sogno. A quindici anni lavorava durante la stagione estiva e poi partiva finché aveva soldi. Crescendo molti mettono questi sogni in un cassetto. Io, invece, a un certo punto ho deciso di fare il contrario. Quando ho comprato casa ho pensato che potevo concedermi almeno un mese all’anno per scendere dalla ruota del criceto e fare ciò che mi rende davvero felice.

Un’avventura che oggi viene seguita quotidianamente da decine di migliaia di persone sui social. Una popolarità nata quasi per caso. Non sono mai stato un amante dei social. Durante il primo viaggio chiamavo continuamente mia moglie, mia madre e mia figlia per raccontare come stavo. Così ho iniziato a fare una diretta serale su Instagram. All’inizio c’erano tre parenti, poi cento persone, poi mille, poi diecimila. Oggi c’è una comunità incredibile che mi aiuta, mi sostiene e spesso trova persino soluzioni ai problemi che incontro lungo la strada.

Il significato del viaggio

Ma al centro di tutto resta il significato stesso del viaggio. E della Vespa. Il Ciao era il motorino di mio padre ed è stato il primo mezzo su cui ho messo le mani. La Vespa, invece, rappresenta qualcosa di ancora più grande. È stata la rivoluzione della mobilità italiana. Per generazioni è stata sinonimo di libertà.

Ed è proprio ai più giovani che Tenerini rivolge il messaggio più importante. Senza fatica non c’è felicità. Quando sono arrivato a Capo Nord mi sono commosso. Se ci fossi andato in aereo probabilmente non avrei provato la stessa emozione. Oggi siamo abituati ad avere tutto subito, ma la bellezza nasce dalla difficoltà necessaria per conquistare qualcosa.

Andare veloci non significa vedere di più. Anzi, spesso significa perdere dettagli. Io non faccio autostrade: voglio attraversare paese dopo paese, fermarmi a parlare con le persone, chiacchierare con una vecchietta seduta davanti a casa. È lì che comincia davvero il viaggio.

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