9 Giugno 2026 ☀ 29°

Dimezzamenti e picchi locali: come sono cambiati gli introiti da autovelox

il rapporto del Codacons mostra che nel 2026 gli incassi delle principali città italiane da autovelox sono diminuiti dell'8,9% rispetto al 2026, ma alcune realtà locali continuano a registrare introiti molto elevati

HERO · Firenze

Il quadro degli introiti derivanti dalle sanzioni elevate tramite autovelox ha assunto contorni meno omogenei nel 2026: lo dice l’analisi diffusa dal Codacons sulla base delle rendicontazioni comunali inviate al Ministero dell’Interno entro il termine previsto. I numeri segnalano, da un lato, un calo complessivo rispetto all’anno precedente; dall’altro, la persistenza di entrate molto consistenti per alcune amministrazioni, con casi locali che attirano ancora forte attenzione.

Secondo lo studio, che riassume i dati delle principali città italiane aggiornati al 2 giugno 2026, il totale degli incassi si è ridotto rispetto al 2026, ma gli strumenti di controllo elettronico della velocità continuano a rappresentare una voce significativa nei bilanci comunali, con differenze marcate tra grandi aree urbane e piccoli centri.

Il trend nazionale e la classifica delle città

Nel complesso le venti città maggiori (esclusa Napoli al momento della trasmissione dei dati) hanno registrato un calo aggregato di circa l’8,9% degli introiti rispetto al 2026, scendendo da 62,1 milioni a 56,5 milioni di euro. Nonostante la flessione, alcune realtà emergono ancora come fonti importanti: Firenze domina la classifica con 19,7 milioni di euro incassati, seguita da Bologna con 9,2 milioni e da Milano con 6,9 milioni. Completano la top five Genova (4,8 milioni) e Palermo (4,2 milioni).

Numeri che pesano sui bilanci

Questi valori mostrano come, anche dopo una contrazione, i proventi degli autovelox restino una risorsa rilevante per le amministrazioni: il confronto tra città mette in luce che poche municipalità possono incidere in modo decisivo sul totale Nazionale, influenzando la percezione pubblica della questione.

Variazioni locali: crolli e rimbalzi

L’andamento per singole città è discontinuo: grandi centri come Roma hanno visto ridursi gli incassi in modo netto, con una diminuzione che nel documento del Codacons risulta superiore al 50% (da 4,8 a 2,3 milioni). Anche Milano registra una contrazione significativa rispetto al 2026. In altri casi i cali sono ancora più drastici: tra i peggiori figurano Trieste (-94,4%), Bolzano (-84,2%) e Bari (-73%).

Chi cresce e perché

Al contrario, vi sono amministrazioni che segnalano un incremento netto: Ancona ha più che raddoppiato gli introiti (+116%), mentre Genova e Cagliari registrano aumenti consistenti. Questo quadro a macchia di leopardo indica che le entrate dipendono non solo dalla quantità di dispositivi installati, ma anche dalle scelte operative, dalle tipologie di strade monitorate e dagli adeguamenti alle normative.

I casi dei piccoli comuni e le cause della riduzione

Una delle sorprese più discusse riguarda i piccoli centri che, con pochi strumenti posizionati in punti strategici, ottengono incassi sproporzionati rispetto alla popolazione. Nel Salento, ad esempio, il comune di Galatina ha registrato proventi per circa 5,3 milioni di euro nel 2026; considerando anche i comuni limitrofi e l’ente provinciale, il totale supera i 9 milioni. Allo stesso modo, il caso di Colle Santa Lucia (poco più di 300 abitanti) ha portato oltre 2 milioni di euro in cinque anni grazie a un singolo autovelox, suscitando dibattito pubblico.

Regole e sentenze: cosa ha inciso sul calo

Secondo il Codacons, due fattori principali spiegano la riduzione generale degli incassi: l’introduzione di regole più rigide entrate in vigore a giugno 2026, che hanno imposto criteri più stringenti nella gestione degli apparecchi, e una serie di decisioni della Cassazione che hanno messo in discussione multe emesse con dispositivi non omologati. Tali pronunce hanno indotto diversi Comuni a disattivare o rivedere l’uso di alcuni strumenti, riducendo di conseguenza i proventi.

Implicazioni e prospettive

Il mix tra regolazione, attività giudiziaria e scelte locali crea uno scenario complesso: da un lato si osserva una diminuzione aggregata degli introiti, dall’altro permangono situazioni in cui le sanzioni automatiche producono entrate enormi rispetto alla popolazione o alla rete stradale. Per i cittadini e per le amministrazioni resta dunque aperto il dibattito su equilibrio tra sicurezza stradale, trasparenza nell’uso degli strumenti e dipendenza dai proventi delle multe negli equilibri di bilancio.

In sintesi, l’indagine del Codacons fornisce una fotografia utile per comprendere come, nonostante il calo segnalato nel 2026, gli autovelox continuino a incidere in modo significativo sulle finanze locali, con andamenti molto diversi a seconda delle scelte politiche, delle sentenze giudiziarie e della collocazione dei dispositivi.

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