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Giornata di studi sul Convento di Montecarlo: storia e futuro

Partecipa alla giornata che mette al centro il valore storico e architettonico del Convento di Montecarlo e il percorso di riqualificazione guidato dalla Fondazione Be.St.

Giornata di studi sul Convento di Montecarlo: storia e futuro

Sabato 23 maggio 2026 il Convento di Montecarlo apre le sue porte per una giornata di approfondimento rivolta a studiosi, istituzioni e cittadini interessati al patrimonio locale. L’iniziativa, organizzata dalla Fondazione Be.St. con la collaborazione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e il patrocinio del Comune di San Giovanni Valdarno, propone un percorso che unisce ricerche storico-artistiche, valutazioni strutturali e il racconto del recupero in atto. Questo appuntamento vuole mettere in luce non solo il valore artistico del complesso, ma anche il modello di intervento che punta sulla partecipazione e sulla sostenibilità sociale.

Il complesso, posto sulla sommità di una collina e caratterizzato da un grande chiostro e da una piccola chiesa, è considerato un significativo esempio di architettura rinascimentale. La tradizione attribuisce la fondazione della chiesa al 1424 da parte di San Bernardino da Siena. Nel corso dei secoli il sito ha subito varie trasformazioni e restauri, ma ha conservato opere di rilievo che ne testimoniano l’identità storica. La riqualificazione promossa dalla Fondazione Be.St., che ha scelto il Convento di Montecarlo come primo edificio sacro restituito all’uso, si fonda su un progetto di comunità che mira a far rivivere gli spazi attraverso convivenza, collaborazione e autosostenibilità.

Un progetto di comunità per il recupero

La strategia adottata dalla Fondazione Be.St. non è soltanto un intervento edilizio ma un piano articolato che integra aspetti sociali, culturali ed economici. L’obiettivo è creare una comunità residente che possa animare gli ambienti conventuali rispettando i valori storici e religiosi del luogo. Il concetto di progetto di comunità implica attività condivise, governance partecipativa e pratiche di autosostentamento che rendano l’intervento duraturo nel tempo. Questo approccio, applicato al Convento di Montecarlo, rappresenta un esempio di come il recupero del patrimonio possa tradursi in rigenerazione sociale oltre che architettonica.

Il convegno del 23 maggio 2026

La giornata dedicata al Convento di Montecarlo sarà moderata da Padre Mario Panconi, direttore di Studi Francescani, e partirà alle 9 con i saluti istituzionali del sindaco di San Giovanni Valdarno Valentina Vadi, dell’assessore regionale Filippo Boni e di Ilaria Pennati della Soprintendenza. Sarà inoltre proiettato il video “Il Convento di Montecarlo a San Giovanni Valdarno”, realizzato da Mario Junior Freni con la direzione artistica di Emma Gironi, che offre una restituzione visiva del lavoro di recupero e delle prospettive per il futuro.

Programma scientifico: mattina

Alle 10 prenderanno avvio gli interventi scientifici: Lorenzo M. Berna della Fondazione Be.St. approfondirà i valori architettonici del monumento, mettendo a fuoco aspetti formali e storici che ne definiscono l’identità. A seguire, Massimo Mariani del Centro studi Sisto Mastrodicasa terrà una relazione sul comportamento delle strutture vulnerabili in muratura e sulle dinamiche che inducono la fatiscenza muraria negli edifici storici, fornendo chiavi di lettura utili per interventi conservativi mirati e sostenibili.

Programma scientifico: pomeriggio

Dopo una breve pausa e una visita guidata agli ambienti storici del convento, i lavori proseguiranno con l’intervento di Lucia Bencistà del Sistema museale del Chianti e del Valdarno fiorentino sul patrimonio artistico custodito nella struttura, seguito da Ilaria Pennati che presenterà un approfondimento intitolato “Luigi Ademollo: l’ultima cena e l’attività in territorio aretino“. La giornata terminerà con un dibattito aperto ai partecipanti e con un momento conviviale che favorirà lo scambio informale tra relatori e pubblico.

Perché partecipare

Partecipare al convegno significa comprendere a fondo non solo l’importanza storica del Convento di Montecarlo, ma anche le diverse dimensioni di un intervento di recupero che coniuga tutela, ricerca e innovazione sociale. Il programma offre strumenti tecnici e interpretativi, visite dirette agli ambienti restaurati e l’occasione di confrontarsi con professionisti del restauro, studiosi d’arte e rappresentanti istituzionali. Il modello sperimentato dalla Fondazione Be.St. può rappresentare un riferimento per altre realtà interessate a trasformare il patrimonio culturale in risorsa condivisa e vitale per il territorio.

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