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Iliade adattata per adolescenti al centro Dialma: mito e teatro-educazione

Al centro giovanile Dialma Ruggiero un gruppo di adolescenti propone un adattamento dell'Iliade per raccontare conflitti, passioni e fragilità della crescita

Iliade adattata per adolescenti al centro Dialma: mito e teatro-educazione

La Spezia, 26 maggio 2026: sul palco del centro giovanile Dialma Ruggiero di Fossitermi va in scena un progetto che intreccia mito e esperienza quotidiana. Ideato e condotto dai registi e formatori Danilo Puce e Sara Sabatini, il laboratorio ha coinvolto tredici studenti spezzini tra i 13 e i 18 anni in un percorso di teatro-educazione finalizzato a rielaborare l’antico racconto omerico in chiave contemporanea. L’appuntamento, in programma giovedì alle 20.30, propone un adattamento dell’Iliade scritto e interpretato dai ragazzi della compagnia Oreade, che hanno trasformato il poema in un racconto intimo e generazionale.

Nel passaggio dal testo epico alla scena giovanile il mito perde la sua distanza e diventa strumento di indagine: i grandi archetipi vengono usati per decodificare emozioni reali, conflitti interiori e relazioni sociali. Il progetto ha ricevuto il patrocinio del Rotary Club La Spezia e della Federazione Nazionale Maestri del Lavoro, con il supporto tecnico della scuola di danza La Maison de la Danse e la documentazione fotografica curata dal Circolo Fotografico Sarzanese. Parte del ricavato sarà devoluta all’associazione Mi Nutro di Vita, impegnata nella prevenzione e nel supporto per i disturbi del comportamento alimentare.

Il progetto e il metodo

Alla base dell’iniziativa c’è un approccio che unisce formazione artistica e riflessione psicologica: il laboratorio condotto da Puce e Sabatini ha utilizzato esercizi di improvvisazione, studio dei personaggi e lavoro corporeo per restituire ai ragazzi gli strumenti per interpretare ruoli complessi. L’obiettivo era duplice: creare una messinscena coerente e favorire un processo di crescita individuale. Il metodo promosso dalla compagnia Oreade considera il teatro come spazio protetto dove riconoscere e rielaborare perdite, tensioni affettive e comportamenti distruttivi, trasformando l’Iliade in una lente per osservare la contemporaneità adolescenziale.

Percorso dei giovani attori

Il gruppo di interpreti – composto da Gabriele Casavecchia, Elena Lazzeri, Giorgia De Biasi, Anna Bon Berdaguer, Jacopo Vitiello, Olivia Martinelli, Noemi Antenucci, Benedetta Piazza, Virginia Cresci, Giulia Pierotti, Matteo Tomà, Matteo Esposito e Tommaso Tivegna – ha lavorato per settimane su testi, movimenti e relazioni sceniche. Attraverso prove all’aperto e in sala, documentate dal Circolo Fotografico Sarzanese, i ragazzi hanno tradotto figure come Cassandra, Elena, Achille ed Ettore in personaggi riconoscibili del mondo giovanile, confrontandosi con temi quali l’abbandono, le passioni distruttive e le dinamiche di gruppo.

La messa in scena

La rappresentazione al Dialma Ruggiero vuole essere più di una semplice ricostruzione: è un’operazione di attualizzazione che riporta il poema all’altezza delle esperienze contemporanee. In scena si assiste a una trasformazione del linguaggio epico in un diario generazionale, dove le parole di Omero diventano motivi per parlare di identità, conflitto e appartenenza. La drammaturgia, pensata per valorizzare le voci giovanili, sfrutta coreografie curate da La Maison de la Danse per restituire il senso di movimento collettivo e disequilibrio emotivo che caratterizza il passaggio all’età adulta.

Aspetto civile e collaborazioni

Oltre alla valenza artistica, l’evento assume un preciso ruolo sociale: grazie al sostegno delle istituzioni e dei partner, una quota dei proventi sarà destinata a Mi Nutro di Vita, un’organizzazione nazionale che promuove la sensibilizzazione e il supporto alle persone affette da disturbi del comportamento alimentare. Questo collegamento mette in luce come il teatro possa diventare canale di sensibilizzazione, offrendo non solo intrattenimento ma anche azione concreta a favore di temi di salute pubblica che colpiscono in modo significativo la fascia d’età coinvolta nel progetto.

Un invito alla visione e alla riflessione

La serata al Dialma è pensata come momento di confronto aperto: spettatori e comunità sono chiamati a osservare come il mito possa illuminare questioni attuali e a sostenere un’iniziativa che mette al centro i giovani. Il lavoro compiuto da Puce, Sabatini e dai ragazzi di Oreade dimostra la forza del teatro-educazione nel creare spazi di ascolto e trasformazione. Partecipare significa vedere come l’antico e il contemporaneo possano dialogare per raccontare, con onestà e intensità, la complessità dell’adolescenza.

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