Nel cuore delle colline del Chianti, la frazione di Montefioralle ha ritrovato uno dei suoi tesori più antichi: i lavatoi comunali strutture di pietra locale che per secoli hanno accompagnato la vita quotidiana delle famiglie contadine. Costruiti probabilmente in epoca medievale questi spazi rappresentano un patrimonio architettonico e sociale unico, testimonianza tangibile di usi domestici ormai scomparsi. La loro riapertura segna una tappa importante per la conservazione della memoria collettiva del territorio chiantigiano.
L’evento di inaugurazione, previsto per sabato 17 ottobre alle ore 12 ha visto la partecipazione del sindaco Paolo Sottani e dell’assessore ai lavori pubblici Giulio Saturnini. Entrambi hanno sottolineato l’intento di mantenere viva la memoria culturale del luogo, mettendo in luce il ruolo femminile che per secoli ha animato questi spazi. Alla cerimonia hanno partecipato anche i tecnici della ditta Sansone Srl responsabile dell’intervento di restauro.
Finanziamento e realizzazione del restauro
Il progetto è stato realizzato grazie a una combinazione di fondi pubblici e contributi locali. Una parte dei 80mila euro destinati all’opera proviene dal finanziamento erogato dall’Ato – Autorità Idrica Toscana ottenuto dal Comune attraverso la partecipazione a un bando dedicato alla valorizzazione dei beni collettivi. Il resto è stato coperto dal bilancio comunale, dimostrando l’impegno istituzionale verso la tutela del patrimonio rurale. L’appalto è stato affidato a Sansone Srl azienda specializzata in restauri di opere di pregio, che ha coordinato le attività sul territorio.
Interventi tecnici sui lavatoi
Il lavoro di restauro ha previsto una serie di operazioni precise. Prima di tutto, le pietre di supporto sono state pulite a mano rimuovendo le incrostazioni accumulate nel tempo. Le parti di massetto più danneggiate sono state sostituite con nuovi blocchi di pietra, scelti per le caratteristiche omogenee rispetto alle sezioni originali. Sono stati edificati muri di contenimento in pietra per sostenere il terreno circostante, consolidati gli elementi strutturali e ricostruito un muro a secco rinforzato con elementi lapidei. Inoltre, il percorso originario delle acque è stato ripristinato, il sistema di scarico è stato sostituito e le vasche sono state impermeabilizzate con una malta a base di sola calce idraulica naturale garantendo durabilità e rispetto per l’ambiente.
Patrimonio storico e ruolo delle donne
I lavatoi di Montefioralle rappresentano una testimonianza preziosa della vita rurale dal medioevo fino agli anni Settanta, quando l’introduzione dell’acqua corrente in casa ha reso obsoleti questi spazi. Per secoli, le donnine del borgo si riunivano qui per risciacquare, insaponare e chiacchierare, facendo dei lavatoi un vero e proprio centro sociale. Le tradizioni orali tramandate di generazione in generazione hanno conservato la memoria di quegli incontri quotidiani, contribuendo a definire l’identità collettiva del territorio.
Caratteristiche architettoniche dei lavatoi
Situati in via delle Lenzole i lavatoi si compongono di un edificio a volta che si apre lungo la strada, affiancato da tre vasche di dimensioni diverse. Le vasche più vicine alla sorgente erano destinate al risciacquo, mentre quelle più distanti servivano per l’insaponatura dei panni. I gradini in pietra e il muro di contenimento sul lato agricolo delimitano l’intero complesso, conferendo al sito un aspetto tipico dei manufatti minori chiantigiani. La varietà di forme e le diverse altezze delle vasche testimoniano la funzione specifica assegnata a ciascuna area, rendendo il complesso un esempio di architettura funzionale e di alto valore storico.



