Il mercato degli affitti residenziali in Italia sta vivendo una fase di rallentamento. Secondo le ultime rilevazioni, ad agosto 2026 si è registrata una contrazione mensile dell’1,7%, portando la media nazionale a 14,6 euro al metro quadro. Questo dato segna un’inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti, quando i canoni di locazione erano in costante aumento.
La nuova metodologia di rilevazione adottata per l’elaborazione dell’indice dei prezzi ha permesso di isolare ed escludere gli affitti stagionali e turistici, offrendo una rappresentazione più accurata del mercato residenziale convenzionale. Questo approccio ha evidenziato una flessione anche su base annua, con un calo dello 0,8% rispetto ad agosto 2025.
Le dinamiche territoriali: un quadro variegato
Il panorama delle locazioni residenziali in Italia presenta una spiccata eterogeneità territoriale. Su 94 capoluoghi monitorati, ben 53 hanno registrato una contrazione dei canoni rispetto al mese precedente, mentre solo 38 hanno mostrato una variazione positiva e 3 sono rimasti stabili.
Tra le grandi città, Roma ha registrato una flessione mensile del 2,8%, attestandosi a 19,1 euro/m², seguita da Napoli con l’1,3% e Milano con lo 0,5%. Venezia e Firenze hanno subito riduzioni ancora più marcate, rispettivamente del 3,6% e del 3,1%. Unica eccezione positiva è Torino, che ha registrato un incremento dell’1,3%, toccando il suo massimo storico a 13,1 euro/m².
Le regioni più colpite
Le flessioni più accentuate si sono registrate in Lazio (-3,5%), Friuli-Venezia Giulia (-3,6%), Toscana (-1,0%) e Campania (-0,7%). Nonostante questi cali, alcune regioni mantengono livelli di prezzo assoluti elevati, come la Valle d’Aosta e la Toscana, rispettivamente a 25,7 e 20,9 euro/m².
La Sicilia: un’eccezione nel panorama nazionale
In questo contesto generale, la Sicilia si distingue per una dinamica di sostanziale tenuta. Con una flessione mensile contenuta allo 0,3%, l’isola registra uno dei cali più lievi dell’intera penisola e conferma un trend di crescita su base annuale solido e in controtendenza rispetto alla media nazionale.
La media regionale si attesta a 8,2 euro al metro quadro, con una variazione annuale del +5,7% rispetto ad agosto 2025. Questo dato riflette una domanda strutturale diffusa, che ha permesso alla regione di registrare incrementi a doppia cifra per gran parte del 2026.
Le province siciliane: un’analisi dettagliata
Dietro la media regionale si cela una spiccata eterogeneità tra i diversi mercati provinciali e urbani dell’isola. La provincia di Messina si posiziona al vertice della classifica regionale per i costi di locazione, raggiungendo una media di 8,9 euro al metro quadro, con un incremento annuo del +13,6%.
Palermo segue a brevissima distanza con un canone medio di 8,8 euro al metro quadro. Il capoluogo di regione mostra una lieve flessione mensile dello 0,5% rispetto al picco di 8,9 euro/m² toccato nel mese di luglio 2026, ma mantiene un saldo annuale ampiamente positivo (+5,7%).
Genova: un’eccezione nel panorama nazionale
Mentre il mercato nazionale degli affitti registra una frenata, Genova si muove in controtendenza e vede salire i prezzi delle locazioni dell’1,8%. Questo dato rappresenta un’eccezione significativa nel contesto generale di calo dei prezzi.
La nuova metodologia di rilevazione dell’indice, sviluppata per escludere gli affitti stagionali e vacanzieri dal mercato residenziale ordinario, ha permesso di isolare la dinamica del segmento residenziale convenzionale. Questo approccio ha evidenziato un calo diffuso che coinvolge gran parte dei principali mercati urbani italiani.



