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Mugello: il prestito di 935 mila euro e le incognite sulla restituzione

Un prestito di 935 mila euro, erogato nel 2015 per l'espansione dell'area industriale di Petrona, è ancora bloccato. Scopriamo i dettagli e le prospettive future.

Mugello: il prestito di 935 mila euro e le incognite sulla restituzione

Nel cuore del Mugello, una vicenda finanziaria sta tenendo banco. Un prestito di 935 mila euro erogato nel 2015 dall’Unione dei Comuni del Mugello alla Pianvallico Spa è ancora bloccato. Il denaro, destinato all’espansione dell’area industriale di Petrona è al centro di un dibattito acceso durante l’ultima seduta del Consiglio dell’Unione.

L’interrogazione è stata presentata dai consiglieri Enrico Carpini e Laura Maria Cosetta Fratini del gruppo Mugello in Comune e Tommaso Romagnoli del gruppo Movimento Cinque Stelle. La questione riguarda non solo il recupero del prestito, ma anche le procedure seguite e le prospettive future.

Le origini del prestito e le attuali incognite

Il prestito, originariamente destinato a finanziare un PIP (Piano Pubblico per Insediamenti Produttivi), è stato erogato grazie a fondi legati alle compensazioni per la variante di valico. Tuttavia, la restituzione, inizialmente prevista entro 5 anni è stata prorogata di sei anni dalla Giunta dei Sindaci nel 2026 a pochi giorni dalle elezioni.

La proroga è arrivata dopo un piano di risanamento dei conti della società Pianvallico, che nel frattempo è diventata una SRL e ora è interamente di proprietà del Comune di Scarperia e San Piero. Il recesso dal capitale sociale è avvenuto prima da parte del Comune di Borgo San Lorenzo e successivamente dell’Unione dei Comuni.

Le critiche alla gestione del prestito

La risposta fornita dal Presidente Triberti ha sollevato seri dubbi sulla procedura seguita. I consiglieri Carpini, Fratini e Romagnoli hanno espresso preoccupazione per il fatto che i fondi, che avrebbero potuto essere investiti nel risanamento del territorio, siano ancora bloccati.

La vicenda si inserisce in una storia già travagliata della società Pianvallico, dove decisioni sbagliate e mal gestite hanno privato l’Unione dei Comuni di risorse preziose. Il territorio del Mugello, già fragile, è stato ulteriormente compromesso dalle grandi opere che lo hanno attraversato.

Le prospettive future e le speranze per il 2030

L’auspicio è che la società Pianvallico e il Comune di Scarperia e San Piero, che la controlla, facciano tutto il necessario affinché, almeno nel 2030 come previsto dall’accordo, la somma torni nelle disponibilità dell’Unione.

Enrico Carpini e Laura Maria Cosetta Fratini del gruppo Mugello in Comune e Tommaso Romagnoli del gruppo Movimento Cinque Stelle sperano che questa vicenda possa trovare una soluzione positiva, restituendo i fondi all’Unione dei Comuni e permettendo così di investire in progetti utili per il territorio.

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