Nel cuore del Gallo nero, a Greve in Chianti (Firenze), è stata inaugurata la nuova Cantina del Cabreo, struttura pensata per i vini di alta gamma prodotti dalle Tenute del Cabreo. Il progetto, firmato dall’architetto fiorentino Carlo Ludovico Poccianti, vuole essere un ponte tra le radici della tradizione toscana e le esigenze produttive contemporanee: un luogo dove il racconto del territorio si intreccia con scelte tecnologiche mirate alla qualità.
Architettura, materiali e funzionalità
La cantina è stata concepita per integrarsi nel paesaggio e per valorizzare elementi tipici della regione: cotto dell’Impruneta, ferro battuto, legno naturale e pietra locale convivono con acciaio e bronzo brunito per creare un ambiente che parla di storia e di futuro. Gli spazi interni ed esterni sono organizzati in tre aree principali: la zona di vinificazione, la barricaia e la sala dedicata alla degustazione. Ogni ambiente è pensato per svolgere una precisa funzione tecnica e narrativa, in modo che il visitatore comprenda il percorso del vino dalla vigna al calice.
La scelta dei materiali
Il progetto architettonico privilegia materiali artigianali e soluzioni contemporanee: il cotto lavorato a mano dialoga con i pannelli in acciaio e con un’illuminazione scenografica studiata per valorizzare botti e tonneau. Questa combinazione mira a preservare le caratteristiche ambientali necessarie alla conservazione, ma anche a offrire un’esperienza estetica coerente con l’identità delle Tenute del Cabreo.
Impianti, tecnologie e capacità produttiva
Realizzata con un investimento di 7 milioni, la struttura ospita oltre 300 legni tra tonneau, barrique e botti stagionate e dispone di tini in acciaio per vinificazione e stoccaggio per una capacità complessiva di 4.500 ettolitri. Le vasche sovrapposte consentono di gestire separatamente i diversi cru aziendali, permettendo trattamenti mirati in base alle caratteristiche del vigneto e dell’annata.
Soluzioni per la qualità
Tra le tecnologie adottate spicca un selettore ottico in grado di analizzare singolarmente ogni acino, uno strumento che ottimizza la selezione delle uve durante la raccolta e riduce le impurità al momento della vinificazione. La cantina integra anche sistemi di controllo termico nelle vasche e impianti per mantenere costanti temperatura, umidità e ricambio d’aria nella barricaia, condizioni fondamentali per l’evoluzione controllata dei Supertuscan.
Enoturismo, archivi storici e inaugurazione
La nuova cantina completa l’offerta di ospitalità delle Tenute del Cabreo: oltre ai relais Borgo del Cabreo e Pietra del Cabreo e al ristorante che reinterpreta la cucina tradizionale, lo spazio include un archivio dedicato alle annate storiche dei Supertuscan. L’inaugurazione è stata l’occasione per presentazioni guidate e degustazioni riservate agli operatori di settore, oltre alla consegna della cittadinanza onoraria al fondatore Ambrogio Folonari da parte del sindaco Paolo Sottani come riconoscimento del suo impegno per il rilancio del territorio vitivinicolo.
Il presidente Giovanni Folonari ha sottolineato come la cantina rappresenti la sintesi tra identità aziendale, visione imprenditoriale e prospettive future, mentre Ambrogio Folonari ha ricordato il suo percorso personale: nato a Brescia, trasferitosi giovanissimo e con un passaggio a Firenze nel 1967, ha raccontato di aver acquistato una tenuta di 110 ettari per 15 milioni euro, esperienza che lo ha legato sempre più alla comunità di Greve in Chianti. L’apertura ufficiale vuole quindi essere anche un gesto di valorizzazione del territorio e della qualità enologica locale.
La nuova Cantina del Cabreo si propone dunque come punto di riferimento per i Supertuscan delle Tenute del Cabreo, con spazi progettati per la produzione, la conservazione e la narrazione del vino, oltre a strutture pensate per l’accoglienza di appassionati e operatori. L’investimento e le scelte tecnologiche si inseriscono in un percorso volto a rafforzare il legame tra produzione di eccellenza e esperienza del visitatore.



