All’interno dell’Opera Pia Leopoldo e Giovanni Vanni di Impruneta, una storica residenza sanitaria assistenziale, i lavoratori della Cooperativa Sociale Elleuno stanno vivendo una situazione di grande difficoltà. Le condizioni di lavoro sono descritte come insostenibili con turni massacranti e una cronica carenza di personale che mette a rischio sia la sicurezza dei lavoratori che quella degli ospiti.
Turni massacranti e carenza di personale
Una lavoratrice della cooperativa ha raccontato di dover affrontare turni di dodici ore al giorno, con temperature che raggiungono i 40 gradi all’esterno. Questa situazione rende estremamente difficile fornire un’assistenza degna, soprattutto per gli ospiti con patologie come l’Alzheimer.
La situazione non è nuova: già nell’ i lavoratori avevano protestato, arrivando a uno stato di agitazione e a un incontro in Prefettura. Nonostante le promesse di cambiamento, la situazione sembra non essere migliorata.
Le dichiarazioni del sindacato
Alessandro Bottai rappresentante della Uil Fpl Toscana ha confermato le denunce dei lavoratori. Secondo Bottai, i lavoratori sono costantemente sotto pressione a causa di un carico di lavoro incredibile.
“Domenica scorsa c’era un solo operatore socio sanitario”, ha dichiarato Bottai. “Oggi non era stata sostituita la persona che era con me in sede sindacale, ed era un permesso notificato mercoledì scorso.”
Il sindacalista ha spiegato che la cooperativa afferma di non avere personale a causa di emergenze, malattie e permessi, ma che comunque l’appalto è stato vinto da loro e quindi devono organizzarsi meglio.
La carenza di operatori
Bottai ha sottolineato la carenza di operatori socio sanitari e di addetti alle pulizie, che devono fare corse disumane per mantenere la struttura in condizioni dignitose. “Di quante unità siamo sotto organico? Dipende da quanti ospiti ci sono in quota sanitaria”, ha spiegato.
“Anche gli autosufficienti hanno una autosufficienza limitata”, ha aggiunto Bottai, sottolineando la necessità di un organico adeguato per garantire un’assistenza di qualità.
Le richieste al Comune e alla direzione
Il sindacato ha contattato più volte la direzione dell’Opera Pia ma non ha ricevuto risposte concrete. “La direzione deve sapere se la cooperativa è adempiente con il personale, con il contratto che hanno stipulato”, ha affermato Bottai.
“Queste sono strutture socio sanitarie dove l’utenza è fragile, e il lavoratore deve essere messo nelle condizioni di lavorare nel miglior modo possibile”, ha continuato. “Fare 12-14 ore di fila non è sostenibile.”
Il Comune di Impruneta è stato interessato alla vicenda e si è prodigato per pressare la direzione dell’Opera Pia. Il presidente dell’Opera Pia ha demandato la parte organizzativa al direttore.
Ai primi di agosto, Uil e Cgil hanno indetto congiuntamente un’assemblea del personale, dalla quale potrebbe scaturire uno stato di agitazione.



