26 ottobre 2026 ☀ 15°

Mattarella visita il Festival delle Regioni a Firenze

Il presidente Mattarella apre il Festival delle Regioni a Firenze, dove le autonomie discutono salute, finanze e futuro del Paese.

Mattarella visita il Festival delle Regioni a Firenze

Il Festival delle Regioni è arrivato a Firenze per la sua quinta edizione, con un programma che si estende su tre giornate e coinvolge numerose sedi cittadine. Il tema centrale, “Il Futuro è passato da qui. Le Regioni protagoniste di un mondo in continuo movimento”, pone al centro il ruolo delle autonomie locali nella gestione del Paese e il loro rapporto con lo Stato centrale. La manifestazione ha avuto il via con il taglio del nastro in piazza Santa Croce, fulcro simbolico dell’alluvione del 1966, per poi culminare lunedì con la presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Palazzo Vecchio.

Inaugurazione istituzionale: da Santa Croce a Palazzo Vecchio

Nel pomeriggio di ieri, la cerimonia di apertura ha visto la partecipazione del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e del capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano. Sono state allestite nella piazza le 20 colonne mobili delle Regioni e delle Province autonome, a testimonianza della crescente importanza del territorio nella gestione delle emergenze. Giani ha ricordato che, a sessant’anni dall’alluvione, la scelta della location vuole sottolineare il legame storico fra protezione civile e territorio. Il giorno di oggi, il vertice istituzionale si è spostato a Palazzo Vecchio, dove la sindaca Sara Funaro ha accompagnato il presidente Mattarella nella cerimonia d’onore.

Interventi chiave e dibattiti in programma

Nel contesto dell’incontro riservato a invitati istituzionali, il vicepresidente della Corte Costituzionale Luca Antonini ha tenuto una lectio magistralis, mentre Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni, ha introdotto la giornata. Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea, ha illustrato la nuova programmazione europea dedicata alle Regioni, e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha presentato le proposte degli studenti di Scuola Futura, spostate a Palazzo Medici Riccardi per motivi di sicurezza.

Programma operativo: salute, finanze e tecnologie

Tra le novità di questa edizione, la creazione di tre nuove commissioni – salute, affari finanziari e politiche per la montagna – è stata annunciata nella sede del Consiglio regionale. L’obiettivo è dare maggiore visibilità alle competenze regionali in ambiti chiave come la sanità, i trasporti pubblici e la rigenerazione urbana. Parallelamente, in piazza Duomo è stato allestito il Villaggio delle Regioni, spazio espositivo dove le amministrazioni hanno presentato progetti di sviluppo locale.

Innovazione e intelligenza artificiale

Palazzo Strozzi Sacrati ospita la sezione dedicata alla trasformazione digitale, con particolare attenzione alla robotica e all’intelligenza artificiale. Tra le attrazioni più discusse spicca Dola, un busto robotico realizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dal Centro Artes, capace di parlare, muovere gli occhi e rispondere alle domande dei visitatori, dimostrando le potenzialità dell’interazione uomo-macchina.

Le richieste delle Regioni: salute e autonomia fiscale

Uno dei temi più pressanti è il riparto del Fondo sanitario nazionale. Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha rassicurato che nella prossima manovra sarà previsto un aumento, ma le Regioni più esigenti chiedono 18 miliardi di euro in più nei prossimi tre anni – cifra pari a quanto finora stanziato dal governo Meloni. Dodici Regioni hanno richiesto una revisione dei criteri di distribuzione, affinché tengano conto delle specificità territoriali e dell’età della popolazione.

Il presidente della Liguria Marco Bucci, così come il governatore del Molise Francesco Roberti, hanno sottolineato il rischio di tagli alle prestazioni sanitarie se le risorse non saranno adeguate. Dal fronte dell’autonomia, il ministro Roberto Calderoli ha presentato in videomessaggio la proposta di trasformare il “fondino” di perequazione in un vero «fondone», auspicando una maggiore equità tra le Regioni a statuto speciale e quelle ordinarie. Il dibattito si conclude il 27 ottobre con un tavolo moderato da Erika Pontini, dove i ministri Tommaso Foti, Paolo Zangrillo e Adolfo Urso discuteranno il ruolo delle autonomie nello sviluppo nazionale.

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