9 Giugno 2026 ☀ 28°

Presentazione a Grosseto del libro su sfruttamento e caporalato

Il libro-inchiesta di Sara Monaci e Ivan Cimmarusti sarà presentato a Grosseto il 30 maggio: un’occasione per discutere di sfruttamento, caporalato e responsabilità di imprese, istituzioni e consumatori

Presentazione a Grosseto del libro su sfruttamento e caporalato

La presentazione del volume Sfruttamento made in Italy. Dalle passerelle ai rider lo schiavismo nascosto con cui conviviamo arriva in Maremma con l’obiettivo di sollevare un confronto pubblico su pratiche diffuse ma spesso invisibili. L’appuntamento, in programma sabato 30 maggio nella Sala Pegaso del palazzo della Provincia di Grosseto, unisce giornalismo d’inchiesta, sindacato e competenze giuslavoristiche per esplorare le radici di un fenomeno che affligge molte filiere produttive.

Un’inchiesta sulle filiere del made in Italy

Il libro, firmato dai giornalisti del Sole 24 Ore Sara Monaci e Ivan Cimmarusti, ricostruisce con documenti giudiziari, interviste e rilevazioni sul campo le modalità attraverso cui si realizza lo sfruttamento del lavoro. Le pagine descrivono un sistema fatto di subappalti a catena, società di comodo, contratti irregolari e lavoratori ricattabili, spesso migranti, impiegati in settori che vanno dall’abbigliamento alla logistica, fino ai servizi di consegna e security.

Condizioni e pratiche ricorrenti

Nei luoghi indagati gli autori documentano turni estenuanti, retribuzioni minime e condizioni abitative precarie come i dormitori abusivi. Queste dinamiche, lungi dall’essere eccezioni, emergono come componenti strutturali di un modello economico che esternalizza i costi sul lavoro più debole, creando una categoria di lavoratori spesso invisibile fino a quando non avviene una tragedia o un’indagine.

La presentazione a Grosseto: voci istituzionali e sindacali

L’incontro, promosso dalla CGIL Grosseto insieme allo studio legale Pippi, Teglielli e De Martis, vedrà la partecipazione dell’autrice Sara Monaci e di rappresentanti del territorio. Dopo i saluti del presidente della Provincia Francesco Limatola interverranno Monica Pagni, segretaria generale della CGIL di Grosseto, la consigliera regionale Lidia Bai e l’avvocato Carlo De Martis. La moderazione è affidata al giornalista Emilio Guariglia.

Argomenti al centro del dibattito

Tra i temi che saranno affrontati figurano le proposte concrete per limitare le catene di subappalto, la necessità di pari diritti per lavoro identico e la raccolta firme promossa dalla CGIL su alcune proposte di legge popolari. Monica Pagni sottolinea che il confronto deve tradursi in misure che impediscano lo sfruttamento sistemico e garantiscano tutele effettive ai lavoratori.

Responsabilità collettive: politica, imprese e consumatori

La prefazione dell’economista Tito Boeri inserisce nel dibattito una domanda spiazzante: siamo disposti a pagare qualche euro in più per prodotti e servizi che rispettino i diritti dei lavoratori, o preferiamo mantenere prezzi bassi a scapito della dignità altrui? Questo interrogativo collega il piano normativo alle scelte quotidiane di imprese e consumatori, chiamati a valutare il costo reale del cosiddetto lusso accessibile.

Il ruolo della giurisprudenza e dell’assistenza legale

L’avvocato Carlo De Martis evidenzia che anche a livello locale lo studio ha seguito casi di caporalato e abusi, spesso in collaborazione con la CGIL. Per arginare queste pratiche è necessario un intervento congiunto che coinvolga istituzioni, operatori economici e cittadinanza, con strumenti legali e controlli più efficaci.

La tappa di Grosseto rientra in un percorso nazionale di presentazioni che ha già toccato il Senato della Repubblica e altre città italiane, portando alla luce come la violazione dei diritti del lavoro si intrecci con le catene globali del valore del made in Italy. L’incontro sarà un momento per confrontare testimonianze, dati e proposte, e per spingere verso soluzioni praticabili a tutela dei lavoratori.

Chi parteciperà troverà non solo la ricostruzione giornalistica degli episodi e dei meccanismi, ma anche stimoli per trasformare l’indignazione in misure concrete: dal rafforzamento dei controlli alle modifiche normative sugli appalti, fino a una maggiore responsabilità delle imprese appaltanti. In definitiva, l’appuntamento vuole mobilitare la comunità locale su una questione che non è lontana ma presente nelle dinamiche produttive quotidiane.

Il testo di Monaci e Cimmarusti si propone così come punto di partenza per un dibattito pubblico: uno strumento per vedere ciò che spesso rimane nascosto dietro etichette e promesse di qualità, e per chiedere a voce alta che i diritti dei lavoratori non restino sospesi «oltre la porta dei luoghi di lavoro».

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