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Quartiere antifascista in allerta e prove operative per le barriere dell’Arno a Firenze

A Gavinana il quartiere si organizza con presidi e un corteo contro la passeggiata identitaria annunciata; parallelamente a Firenze partono i test operativi per le nuove paratie mobili dell'Arno finanziate dal PNRR.

Quartiere antifascista in allerta e prove operative per le barriere dell’Arno a Firenze

Firenze attraversa in parallelo due questioni concrete: nel quartiere di Gavinana cresce la mobilitazione dei residenti e delle realtà antifasciste in vista di una passeggiata identitaria annunciata da Roberto Vannacci, mentre sul Lungarno delle Grazie si è svolto il primo collaudo operativo delle nuove paratie mobili destinate a proteggere il centro storico dalle piene dell’Arno.

Le iniziative popolari e istituzionali coinvolgono luoghi simbolici e infrastrutture strategiche della città: da un lato il presidio davanti al monumento ai Martiri di Pian d’Albero e l’assemblea al Centro popolare autogestito Firenze sud, dall’altro le prove tecniche per ottimizzare tempi e procedure di montaggio delle barriere conservate a Mantignano.

Mobilitazione a Gavinana: presidi, corteo e memoria partigiana

Nel quartiere di Gavinana, dove si trovano il Memoriale delle Deportazioni e il monumento ai Martiri di Pian d’Albero, gruppi locali hanno avviato una campagna di volantinaggio e informazione porta a porta per organizzare la risposta alla comparsata annunciata dall’europarlamentare. Il CPA Firenze sud presente da quasi quattro decenni, ha convocato un’assemblea partecipata che ha messo in calendario presidi e un corteo di protesta.

Le sezioni locali dell’ANPI hanno annunciato un presidio in piazza cardinale Elia dalla Costa, proprio davanti al monumento dedicato ai partigiani uccisi, e il concentramento del corteo antifascista è previsto in via Uguccione della Faggiola. L’azione congiunta mira a ribadire la natura antifascista del quartiere e la volontà di opporsi a iniziative percepite come provocatorie.

Contesto di contrasto pubblico e intimidazioni

La mobilitazione locale si inserisce in un clima più ampio di tensioni su manifestazioni e proteste: sono stati segnalati casi di sanzioni amministrative a militanti antifascisti e antirazzisti in relazione a norme di sicurezza vigenti, e perquisizioni legate a volantini critici verso figure pubbliche. Le organizzazioni che scendono in piazza sottolineano come tali misure possano avere un effetto intimidatorio sull’attività democratica e di dissenso.

Prima prova operativa per le paratie mobili sul Lungarno delle Grazie

Sul fronte della protezione idraulica, la città ha attivato un test fondamentale: la simulazione di montaggio e smontaggio delle paratie mobili sul Lungarno delle Grazie, con l’obiettivo di cronometrare i tempi di intervento e affinare la logistica. L’operazione prevede una finestra temporale di circa dodici ore per completare le operazioni necessarie a blindare i lungarni in caso di emergenza.

Il progetto rientra in un investimento complessivo di 15 milioni di euro finanziato dal PNRR che interessa entrambe le sponde dell’Arno fra Nave a Rovezzano e Ponte Santa Trinita. Le componenti metalliche saranno stoccate nel magazzino regionale di Mantignano e saranno installate soltanto in caso di allerta di colore arancione o rosso, in modo da garantire una risposta modulare e temporanea.

Dichiarazioni istituzionali e obiettivi tecnici

Il presidente della Regione ha definito le prove operative “un passaggio essenziale” per completare il sistema di difesa, ricordando che tecnologie analoghe sono già impiegate in altre città della regione con esiti positivi. Anche il sottosegretario alla presidenza ha evidenziato l’importanza di verificare procedure e tempi per assicurare una risposta rapida e coordinata in caso di piena.

Dal punto di vista tecnico, l’intervento combina barriere temporanee dispositivi mobili di chiusura dei varchi e opere permanenti come muri e rilevati arginali per incrementare la capacità di deflusso dell’Arno. La capacità di progetto salirà da 3.200 metri cubi al secondo a 3.500 metri cubi al secondo, con il sistema dimensionato per resistere a una piena con tempo di ritorno di 200 anni grazie anche al contributo della diga di Bilancino.

La tabella di marcia indica la conclusione dei lavori principali per il 29 giugno; le attività minori saranno completate nei 60 giorni successivi e il collaudo finale è previsto entro la fine del 2026. In caso di attivazione del piano d’emergenza, i lungarni potranno essere temporaneamente chiusi al traffico per consentire il montaggio in sicurezza.

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