Il 21 maggio 2026 è stata avviata la rimozione dell’accampamento abusivo sotto il Ponte all’Indiano, sul lato di via dell’Isolotto. L’operazione è stata condotta alla presenza della sindaca Sara Funaro e della vicesindaca e assessora all’ambiente Paola Galgani, insieme a personale della polizia municipale, dei servizi sociali, degli operatori di Alia, della polizia e dei carabinieri. Dopo giorni di interventi preliminari per la messa in sicurezza, l’amministrazione ha dato il via allo smantellamento delle strutture abusive e alla rimozione dei materiali accumulati.
Come si è svolto l’intervento
L’azione è stata il frutto di sopralluoghi e di un piano concordato tra l’amministrazione comunale, i tecnici e i proprietari privati delle aree interessate: la collaborazione dei privati è stata ritenuta fondamentale per poter procedere alla bonifica. L’intervento si è svolto secondo quanto previsto da una denuncia-querela per occupazione abusiva presentata dai proprietari e da un’ordinanza emessa dalla questura. Sul posto gli operatori hanno trovato alcune baracche e rifugi di fortuna: molte strutture risultavano vuote ma con evidenti segni di recente occupazione, mentre le unità ancora abitate sono state trattate con attenzione dai servizi sociali.
Persone trovate e modalità di intervento
Dalle verifiche sono risultate cinque persone all’interno dell’insediamento: tre uomini si sono allontanati volontariamente nel corso dell’operazione, mentre per una coppia anziana è stata attivata l’assistenza dei servizi sociali per valutare percorsi di sostegno e soluzioni abitative temporanee. Le operazioni di demolizione delle baracche sono iniziate dopo i controlli di routine e non si sono registrate criticità rilevanti; la polizia municipale rimarrà presente nei giorni successivi per vigilare sugli interventi e sulle attività di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Dettagli tecnici della bonifica
Il lavoro è articolato in più fasi: un primo lotto, già avviato nei giorni precedenti su un’area pubblica, ha previsto la pulizia e la rimozione dei materiali più leggeri, mentre l’intervento attuale riguarda soprattutto le aree private adiacenti. In queste aree i proprietari stanno sostenendo le spese per la rimozione e il coordinamento operativo con gli enti comunali. Tra i manufatti ispezionati sono emersi anche elementi in cemento e strutture più solide che richiedono mezzi pesanti e procedure specifiche per lo smaltimento, con maggiori tempi e attenzioni tecniche.
Stime sui rifiuti e durata prevista
Per il primo lotto di lavori su area pubblica si stima una durata complessiva di circa due mesi e la rimozione di circa 200 tonnellate di rifiuti, baracche comprese. L’area privata adiacente misura circa 9.500 metri quadrati e risulta coperta per circa il 70% da baracche e materiali di varia natura; per questa porzione si prevedono tra le 8 e le 12 settimane di lavoro e l’allontanamento di circa 250 tonnellate di rifiuti. Considerando le fasi complessive, Palazzo Vecchio indica un termine dei lavori stimato in circa tre mesi, con conclusione verso la metà di agosto.
Prossimi passi e misure di prevenzione
Una volta completata la rimozione delle strutture e lo smaltimento dei materiali, l’amministrazione progetta di chiudere definitivamente l’area con cancelli per impedire nuove occupazioni e consentire l’accesso esclusivo a soccorsi, forze dell’ordine e tecnici autorizzati. Sono previste inoltre installazioni di telecamere e il potenziamento dell’illuminazione per eliminare le zone d’ombra e aumentare la sicurezza reale e percepita dai cittadini. L’obiettivo dichiarato è restituire decoro al contesto urbano mantenendo attenzione a legalità e inclusione.
Palazzo Vecchio descrive l’intervento come una delle operazioni di bonifica più articolate in corso sul territorio comunale: la sinergia tra amministrazione, proprietari privati, forze dell’ordine e operatori dei servizi ambientali è stata definita essenziale per portare a termine un’azione intensa ma controllata, che mira a coniugare la tutela del decoro urbano con l’attivazione di risposte sociali per le persone coinvolte.



