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Servizio di psicologo di base a Greve in Chianti: quasi 150 pazienti in un anno

Da maggio 2026, il progetto sperimentale di psicologo di base a Greve in Chianti ha registrato un successo inaspettato, con quasi 150 pazienti e 600 colloqui.

Servizio di psicologo di base a Greve in Chianti: quasi 150 pazienti in un anno

In un contesto dove la salute mentale è sempre più al centro dell’attenzione, il progetto sperimentale di psicologo di base a Greve in Chianti sta facendo parlare di sé. Avviato il 13, il servizio ha già raggiunto quasi 150 pazienti e 600 colloqui, dimostrando un alto livello di gradimento tra i cittadini.

La dottoressa Giulia Pagliai, selezionata tramite un bando pubblico dell’Asl Toscana Centro è la professionista incaricata di gestire il progetto presso la Casa della Comunità di via della Pace. Il servizio offre un primo orientamento psicologico attraverso un pacchetto di un massimo di 6 incontri, rivolto a cittadini di ogni età, dai 20 ai 90 anni, provenienti da tutta l’area del Chianti e delle colline fiorentine.

La sinergia tra professionisti e medici di base

Il sindaco Paolo Sottani ha sottolineato come il punto di forza del progetto sia la sinergia tra i professionisti e i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Questi ultimi, in presenza di disturbi non definiti o patologie non conclamate, indirizzano i pazienti verso lo psicologo per un primo orientamento. “La funzione preventiva – ha dichiarato Sottani – è quella che può supportare il disagio prima che diventi patologia.”

Il servizio ha permesso di identificare varie espressioni di disagio, rispondendo alla richiesta di aiuto di persone tra i 50 e i 70 anni, molte delle quali alla prima esperienza. La gran parte dei pazienti è femminile: il 73 per cento degli assistiti è rappresentato da donne, il 27 per cento da uomini.

Un servizio gratuito per la fascia grigia

“Il servizio è gratuito – spiega la dottoressa Pagliai – e va ad intercettare una fetta di cittadini che rimarrebbe fuori se non avesse le condizioni economiche per potervi accedere. È la cosiddetta fascia grigia che finora non aveva trovato risposta.”

La psicologa ha evidenziato come il servizio agganci cittadine e cittadini che possono non permettersi un supporto psicologico, fondamentale per tante persone, soprattutto per gli anziani soli. “Trovano beneficio nel raccontare cose di cui non hanno mai parlato neanche con i figli”, ha aggiunto.

Le problematiche più ricorrenti sono legate a forme di ansia generalizzata stati depressivi scatenati da eventi luttuosi e malattie. “Molti pazienti che ho ricevuto in ambulatorio – spiega ancora la psicologa – sono anziani rimasti soli, oppure uomini e donne che devono affrontare il lutto di un genitore. Altri si sono rivolti al servizio per far fronte alle difficoltà incontrate nella quotidianità dei care giver familiari, ovvero delle persone che assistono parenti non autosufficienti, e relative allo stress da lavoro. Numerosi anche i giovani, ventenni, che accusano momenti critici nella gestione dell’ansia e delle relazioni con i coetanei.”

L’importanza di chiedere aiuto

“È importante – conclude la dottoressa Pagliai – chiedere un sostegno quando ci si rende conto che da soli non possiamo farcela. Occorre condividere con qualcuno come si sta, cercare le risorse dentro di noi e andare nel mondo con un altro vestito.”

La soddisfazione dei medici di base

Soddisfatta del servizio anche la dottoressa Ilenia Falai, referente dei medici di medicina generale di Greve in Chianti e Impruneta. “È un servizio che funziona – commenta – in virtù della stretta collaborazione tra medici di medicina generale, pediatri e professionista. È fondamentale perché consente di sostenere gratuitamente con un primo ascolto delle difficoltà ed eventualmente orientare e indirizzare il paziente, generalmente estraneo all’accesso di questo tipo di supporto per i motivi più diversi, economici, culturali, anagrafici, verso i servizi sociosanitari di cui necessita.”

“Mi auguro – conclude – che questo progetto, per l’efficacia e l’efficienza dimostrata in questa fase sperimentale nel prevenire l’aggravarsi dei disagi, possa strutturarsi in maniera stabile e garantire la continuità del servizio.”

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