9 Giugno 2026 ☀ 29°

Settore edile in Toscana: opportunità occupazionali e mancanze di competenze

Il settore edile toscano cresce ma fatica a reperire figure chiave: oltre 7.000 lavoratori over 60 dovranno essere sostituiti e le imprese chiedono strategie formative durature

Settore edile in Toscana: opportunità occupazionali e mancanze di competenze

Il comparto delle costruzioni in Toscana mostra segnali positivi, con un aumento del valore aggiunto pari al 2,3% e una crescita dell’occupazione stimata intorno al 4% per il 2026. Questi numeri raccontano un quadro dinamico ma allo stesso tempo sollevano questioni strutturali legate alla tenuta del mercato del lavoro: sono più di 7.000 gli occupati con oltre 60 anni che, nel breve periodo, dovranno lasciare il posto e rendere necessario un rapido ricambio generazionale.

Le evidenze emergono da uno studio realizzato dal centro studi di Ance Toscana e sono state presentate in occasione del lancio del Osservatorio regionale dell’edilizia, promosso dalla stessa associazione. La presentazione è avvenuta nel contesto dell’evento “Generazione cantiere”, organizzato a Firenze da Ance Toscana insieme a Ance Toscana Giovani, con l’obiettivo dichiarato di attrarre nuovi talenti verso i cantieri e i ruoli tecnici del settore.

Domanda di professionalità e profili prioritari

Secondo i dati dell’osservatorio, la domanda di personale non è omogenea: il 69% delle imprese ricerca prevalentemente figure tecniche come direttori di cantiere e project manager, mentre l’87% segnala bisogni concreti per figure operaie, in particolare muratori, operatori di macchine e carpentieri. Questo doppio binario di esigenze — competenze manageriali e specializzate oltre a capacità operative — rende urgente una programmazione orientata sia alla formazione tecnica che ai percorsi pratici sul campo.

Ruoli più difficili da reperire

La rilevazione mette in luce che alcuni profili risultano particolarmente scarsi sul mercato del lavoro: tra questi figurano assistenti tecnici, direttori di cantiere e tecnici della contabilità di cantiere, considerati tra i più complessi da trovare insieme a project manager e responsabili di commessa. La scarsità non è solo numerica, ma riguarda anche il livello delle competenze, spesso insufficienti a sostenere l’innovazione e l’adeguamento normativo dei cantieri moderni.

Il nodo delle competenze e le proposte per il futuro

Per il presidente di Ance Toscana, Rossano Massai, il problema principale non si limita alla carenza di addetti: «non basta contare i posti vacanti», spiega, indicando invece la mancanza di competenze adeguate come l’ostacolo vero per accompagnare la profonda trasformazione dei cantieri. Il settore, secondo Massai, richiede interventi duraturi più che soluzioni temporanee o iniziative sporadiche: serve una visione condivisa che renda sostenibile il passaggio generazionale e l’adozione di nuove tecnologie.

Verso una strategia stabile

Tra le istanze avanzate c’è la necessità di costruire, insieme alle istituzioni, un sistema continuativo di confronto, pianificazione e monitoraggio che affianchi le imprese nella definizione dei fabbisogni formativi e nella selezione delle figure professionali. L’idea è orientata a servizi stabili — non episodici — capaci di collegare formazione professionale, apprendistato e opportunità concrete di lavoro nei cantieri, favorendo così la transizione verso pratiche più innovative e sicure.

Formazione, ricambio generazionale e il ruolo degli eventi

L’evento Generazione cantiere vuole essere un punto di partenza per mettere in contatto giovani in cerca di occupazione e imprese che cercano profili tecnici e operativi. Per rispondere efficacemente alla domanda di mercato saranno necessari percorsi formativi mirati, alternanza scuola-lavoro rafforzata e politiche industriali che incentivino l’inserimento di giovani nei mestieri del costruire. In assenza di strumenti strutturati, il rischio è che la crescita economica registrata non si traduca in un consolidamento duraturo dell’occupazione qualificata.

In sintesi, la Toscana presenta una doppia sfida: trasformare la crescita in occupazione stabile e garantire il ricambio generazionale dotando il settore di competenze adeguate. La proposta delle associazioni è chiara: serve una strategia condivisa e permanente tra istituzioni, imprese e mondo della formazione per affrontare la transizione dei cantieri con strumenti solidi e duraturi.

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