9 Giugno 2026 ☀ 29°

Sindacati proclamano mobilitazione per l’applicazione del contratto nella sanità toscana

Quattro sigle sindacali lanciano la mobilitazione in Toscana dopo il rifiuto dell'assessorato alla salute di dialogare sull'applicazione del contratto nazionale: richieste su Pnrr, stabilizzazioni, mobilità, indennità e arretrati per il 2026 e la messa a regime per il 2026.

HERO · Firenze

Il territorio toscano è al centro di una tensione sindacale che ha portato all’annuncio di uno stato di agitazione nel comparto della sanità. Le segreterie regionali di Cisl-Fp, Fials, Nursind e Nursing Up hanno annunciato la loro decisione dopo il mancato avvio di un confronto con l’assessorato regionale alla salute sulla piena applicazione del contratto nazionale del triennio 2026-2026.

L’annuncio ufficiale è stato dato durante una conferenza stampa a Firenze dai segretari generali regionali: Andrea Nerini (Cisl-Fp), Massimo Ferrucci (Fials), Giampaolo Giannoni (Nursind) e Nicola Lunetti (Nursing Up). I sindacati hanno spiegato che presenteranno alla prefettura la richiesta di avviare la procedura di raffreddamento, con la prospettiva della conciliazione; tuttavia, se la trattativa non proseguirà, è prevista un’ulteriore escalation fino allo sciopero.

Le ragioni della mobilitazione

I sindacati sottolineano che la mancata apertura al confronto impedisce di trasferire in Regione i risultati normativi e salariali ottenuti a livello nazionale. Tra le questioni elencate spiccano la carenza di personale, la necessità di percorsi di stabilizzazione, e le ripercussioni dei progetti legati al Pnrr sulla riorganizzazione dei servizi.

Questioni contrattuali ed economiche

Nel dettaglio, i temi sollevati riguardano la mobilità del personale tra le Asl Toscane, il fondo incarichi, le progressioni economiche, le indennità professionali e il fondo premialità. I sindacati richiedono inoltre chiarimenti sulle linee di indirizzo per le prestazioni aggiuntive e sul pagamento degli arretrati dell’indennità di pronto soccorso per il 2026 e la relativa messa a regime per il 2026.

Le dichiarazioni e le posizioni

Andrea Nerini ha chiesto che la Regione «apra immediatamente un tavolo di confronto», evidenziando come sia fondamentale discutere delle condizioni di lavoro e del diritto dei cittadini a servizi adeguati. Per Nicola Lunetti la riforma organizzativa non può funzionare se manca il personale: «non esiste Pnrr che tenga», ha sottolineato, rimarcando l’importanza della componente umana nel sistema sanitario.

Critiche all’immobilismo

Giampaolo Giannoni ha richiamato l’attenzione sulle penalizzazioni che il personale infermieristico subisce in un contesto di abbandono della professione, mentre Massimo Ferrucci ha definito «inaccettabile la negazione del confronto» l’atteggiamento della Regione che ha impedito il dialogo sindacale richiesto da mesi.

La replica dell’assessorato e la politica

L’assessora regionale alla salute Monia Monni ha risposto affermando che «i tavoli sono attivi su ogni aspetto contrattuale» e che «è assolutamente costante e continua» l’interlocuzione con le sigle sindacali. Monni ha inoltre annunciato un incontro con Nursind nei primi giorni di giugno e la successiva nuova convocazione del tavolo regionale, precisando che talvolta le questioni vengono trattate direttamente dalle singole aziende sanitarie.

Reazione politica

La posizione dei sindacati è stata sostenuta anche dall’opposizione: Alessandro Tomasi, portavoce di Fdi in consiglio regionale, ha attaccato l’assessora sostenendo che non può «confondere l’assessorato col partito» e ha chiesto che Monni si sieda al tavolo con i professionisti coinvolti, ricordando che «Da mesi sindacati della sanità che hanno firmato il contratto nazionale» non trovano interlocuzione in Regione.

Prospettive e prossimi passi

I prossimi sviluppi includono la procedura di raffreddamento presso la prefettura e la possibilità di azioni sindacali più incisive se non si arriverà a soluzioni concrete. I sindacati hanno già convocato una conferenza stampa per il 3 giugno durante la quale verranno illustrate le iniziative successive e le criticità aperte nel settore.

La tensione mette in evidenza come la piena applicazione del contratto nazionale sia percepita come prioritaria dai lavoratori della sanità toscana, non solo per aspetti economici ma anche per la tenuta organizzativa dei servizi ai cittadini. Il confronto tra le parti rimane dunque il punto centrale per evitare un ulteriore innalzamento della conflittualità.

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