Arezzo, 19 maggio 2026 – Nel cuore di Foiano della Chiana la stagione espositiva conferma una direzione chiara: la valorizzazione della arte contemporanea. Presso La Carbonaia è visitabile fino a metà giugno il progetto YUTORI – The Art of Stillness, firmato da MANIQUO, nome d’arte di Nicola Cirelli, nato a Ferrara nel 1969. Questa esposizione si propone come invito alla contemplazione e come laboratorio sensoriale in cui il pubblico è chiamato a misurare il proprio tempo con il ritmo delle opere.
La ricerca di MANIQUO si è sviluppata negli ultimi anni fuori da etichette rigide, ponendo al centro una dinamica tra segno e silenzio. Dal 2012 l’artista ha percorso una traiettoria fatta di micro-interventi e stratificazioni manuali: azioni ripetute che trasformano la superficie pittorica in una tensione visiva. L’allestimento alla Carbonaia offre dunque una panoramica coerente della sua pratica, in cui la disciplina artigianale convive con una forte componente spirituale.
L’opera e il metodo
Il lavoro in mostra mette in evidenza una tecnica riconoscibile: superfici spesso dominati dal fondo nero, gesti sottili e reiterati che creano densità cromatica. L’artista utilizza piccoli bastoncini di legno immersi nel colore per imprimere una serie di segni circolari e concentrici, mescolando pigmenti, acqua e materia in una danza controllata. Questo processo, basato su ripetizione e stratificazione, converte ogni tela in un paesaggio tattile dove il gesto si moltiplica e la percezione diventa corpo. Il risultato è una composizione che unisce figurazione visionaria e astrazione segnica in equilibrio instabile.
La dimensione rituale
Alle radici della pratica c’è una forte componente rituale: migliaia di piccoli interventi, gesti meticolosi e tempi lunghi di lavorazione concorrono a creare opere che sono al tempo stesso oggetti e atti performativi. Questa scelta pone l’accento sull’importanza della manualità e della presenza dell’autore nel processo creativo, trasformando il lavoro in un luogo di meditazione pratica. Il pubblico, osservando le superfici, percepisce lo scorrere del tempo e la traccia del gesto umano, elementi che costituiscono la cifra espressiva dell’artista.
Il concetto di Yutori
Il titolo della mostra prende le mosse da un termine giapponese: yutori, inteso come uno spazio di respiro tra le cose, una pausa fertile che permette a forma e gesto di emergere con chiarezza. In questo contesto l’idea di spazio di respiro diventa riflessione sul rapporto tra tempo, materia ed equilibrio percettivo. Le opere invitano a rallentare lo sguardo per cogliere le variazioni minime e le relazioni nascoste tra i segni, proponendo una vera e propria pedagogia della lentezza applicata alla visione artistica.
Presenza e assenza
Nella tensione tra segno e vuoto si gioca anche il tema della presenza: i segni ripetuti occupano lo spazio senza saturarlo completamente, lasciando che il silenzio visivo abbia la sua funzione. Questo contrasto tra densità e rarefazione alimenta l’impatto emotivo delle opere, facendo emergere una sensibilità che è allo stesso tempo meditativa e fisica. La mostra quindi non è solo un esercizio formale, ma un invito a sperimentare un diverso modo di abitare l’opera.
La Carbonaia e il ruolo culturale di Foiano
La Carbonaia si conferma come spazio aperto alla sperimentazione e al dialogo con il contemporaneo. Negli anni recenti il luogo ha consolidato una proposta capace di attirare artisti di respiro nazionale e internazionale, contribuendo a costruire un’identità culturale più ampia per il territorio. L’amministrazione ha scelto di investire nella cultura come leva per lo sviluppo locale: secondo l’Assessore alla Cultura, Riccardo Reali, iniziative come questa sono un elemento strategico per la crescita della comunità e per l’attrazione turistica, creando occasioni di confronto e formazione per il pubblico.
Come visitare la mostra
La mostra rimane aperta al pubblico fino a metà giugno e offre agli abitanti della zona e ai visitatori un’opportunità per confrontarsi con una ricerca intensa e contemplativa. La visita è pensata come esperienza lenta, dove osservare diventa pratica attiva: vale la pena dedicare tempo a ogni opera per percepire le variazioni minute e il lavoro di stratificazione. Per informazioni pratiche è consigliabile consultare il calendario della Carbonaia e le modalità di accesso per gruppi e visite guidate.



