Nel cuore della Toscana, nel Valdarnosi sta consumando una crisi che minaccia il futuro di decine di lavoratori. L’ex Calzaturificio TMora rinominato Progetto Scarpaè al centro di una vertenza che dura ormai da quasi cinque mesi. I lavoratori, senza stipendio da tempo, chiedono risposte chiare sul loro futuro.
La situazione è critica e i sindacati FEMCA CISL Toscana e FILCTEM CGIL Arezzo hanno sollevato la questione con urgenza. La Regione Toscana ha avviato un tavolo di confronto, ma le prospettive industriali e occupazionali rimangono ancora incerte.
Una crisi che dura da mesi
Dopo quasi cinque mesi senza stipendio, i lavoratori si trovano di fronte a una scelta drammatica: valutare le dimissioni per giusta causa per accedere alla NASpI e garantire un minimo sostegno economico alle proprie famiglie. Una decisione che non nasce dalla volontà di lasciare il lavoro, ma dalla necessità di fronteggiare una situazione economica diventata insostenibile.
Il Progetto Scarpa non è mai realmente decollato, e questo ha impedito l’attivazione di strumenti di tutela capaci di garantire una copertura ai dipendenti coinvolti. Persone con decenni di esperienza rischiano di uscire dal mondo del lavoro non per mancanza di opportunità, ma per l’assenza di prospettive certe.
Le parole dei sindacati
“Le lavoratrici e i lavoratori non ce la fanno più”dichiara Jacopo Maccariresponsabile Moda FEMCA CISL Toscana. “Dopo quasi cinque mesi senza stipendio, il rischio concreto è che molti siano costretti a dimettersi per giusta causa per poter accedere a un sostegno al reddito. Sarebbe una sconfitta per tutti: per le famiglie coinvolte, per il territorio e per un patrimonio di professionalità costruito in anni di lavoro e sacrifici.”
Maccari sottolinea che, anche se la vertenza dovesse chiudersi formalmente, la questione industriale resterebbe aperta. “È indispensabile che il tavolo regionale continui il proprio lavoro affinché questa produzione non venga dispersa fuori dal territorio e si possano creare condizioni per recuperare e reimpiegare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.”
Il valore del territorio e la filiera della moda
La preoccupazione dei sindacati riguarda anche il quadro complessivo della filiera. Le difficoltà che hanno interessato realtà storicamente legate alle produzioni Ferragamocome il Calzaturificio Chacà e Carolhanno già determinato negli ultimi anni la perdita di circa 120 posti di lavoro diretti, con pesanti ricadute sull’indotto del Valdarno.
Elisa Calorisegretaria generale FILCTEM CGIL Arezzointerviene con una richiesta di chiarimenti: “Chiediamo a Ferragamo di chiarire le proprie intenzioni e alla Regione Toscana di continuare a svolgere con determinazione il ruolo di garanzia assunto in questa vertenza.”
Calori richiama il valore strategico del territorio e delle competenze che lo caratterizzano: “Nel nostro territorio abbiamo già assistito a disimpegni industriali da parte di multinazionali. Va ricordato che è questo territorio che permette la produzione di capi d’alta moda. È grazie a ciò che il prodotto finito acquista valore, un valore aggiunto insostituibile non solo per la maestria dei lavoratori ma per quel ‘made in Italy’ che spicca nel mondo.”
La risposta di Ferragamo
Il gruppo Ferragamo ha risposto alle preoccupazioni espresse dai sindacati: “Ferragamo segue con attenzione l’evoluzione della situazione relativa a Progetto Scarpa, già ex Calzaturificio TM, e comprende la preoccupazione espressa dalle organizzazioni sindacali per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.”
L’azienda ribadisce il proprio rispetto per le professionalità del territorio e per il patrimonio manifatturiero del Valdarno, precisando che Progetto Scarpa è una realtà imprenditoriale autonoma e distinta da Ferragamo. Le questioni gestionali, occupazionali e retributive fanno capo direttamente alla società e ai soggetti responsabili della sua conduzione.
Ferragamo conferma di partecipare con spirito costruttivo al confronto istituzionale promosso dalla Regione Toscana e rinnova la propria disponibilità a contribuire, per quanto di propria competenza, alla ricerca di soluzioni sostenibili che possano valorizzare le competenze presenti nel territorio.



