I The Cure hanno chiuso il Firenze Rocks 2026 con un concerto il 14 giugno alla Visarno Arena di Firenze, davanti a oltre 40.000 spettatori arrivati da tutta Italia e da diversi Paesi europei. La band guidata da Robert Smith è salita puntuale sul palco alle 21:30, consegnando un set costruito su classici, rarità e brani dell’ultimo album Songs of a Lost World.
L’evento ha rappresentato l’atto finale della tre giorni del festival, dopo gli show di Lenny Kravitz e Robbie Williams, confermando la capacità della rassegna di attrarre grandi nomi internazionali. La serata ha unito memoria, tensione emotiva e potenza sonora, con una scaletta capace di coinvolgere pubblico intergenerazionale e di valorizzare la resa live di chitarre, synth e linee di basso. Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2026.
Il live alla Visarno Arena: orari, atmosfera e formazione sul palco
Il palco si è illuminato con un fondale di piccole luci stellate, mentre effetti atmosferici di pioggia, tuoni e sintetizzatori hanno introdotto l’ingresso della band, creando un’apertura a forte impatto. In scena con Robert Smith erano presenti Simon Gallup al basso, Jason Cooper alla batteria, Roger O’Donnell alle tastiere e Reeves Gabrels alla chitarra, affiancati da Eden Gallupsubentrato nel ruolo lasciato da Perry Bamonte, scomparso a dicembre all’età di 65 anni; la presenza del figlio di Simon ha aggiunto un segno di continuità, con un omaggio discreto alla memoria. L’esibizione è iniziata in perfetto orario alle 21:30 e ha mantenuto un flusso sonoro coerente tra sezioni più ambientali e momenti di maggiore intensità chitarristica.
La platea stimata in oltre 40.000 presenze ha riempito il parco delle Cascine, con una partecipazione costante e reattiva ai cambi di dinamica del set. In apertura di giornata sono saliti sul palco gli irlandesi Just Mustardseguiti dagli scozzesi The Twilight Sad e dai Mogwaila cui performance prima del tramonto ha preparato l’atmosfera per il set principale. Le soluzioni timbriche hanno valorizzato la batteria di Cooper e le texture di Gabrels, mentre le tastiere di O’Donnell hanno sostenuto le fasi più evocative, in linea con il tratto distintivo della band.
Scaletta e momenti chiave: dalla rarità alle hit storiche
La scaletta ha alternato brani recenti e classici consolidati, aprendo con Alone dopo un lungo crescendo strumentale. Tra gli episodi più attesi il pubblico ha trovato Pictures of YouLovesong e Just Like Heavenche hanno catalizzato cori e singalong prolungati; la complicità tra la chitarra di Smith e il basso di Simon Gallup ha enfatizzato la dimensione collettiva delle melodie. In equilibrio tra melanconia e energia, la band ha rilanciato anche l’impatto di Want e alt.endcon chitarre più ruvide e una sezione ritmica in evidenza, rafforzando la componente live del repertorio più elettrico.
Tra le sorprese del set è rientrata Secretsriproposta dopo decenni e accolta con attenzione dalla platea, a conferma dell’approccio a scalette dinamiche che bilanciano memoria e riscoperta. Nella fase finale, l’encore ha incluso Plainsong e Disintegrationcon una chiusura espansa sul mood più iconico della band, mentre Boys Don’t Cry ha siglato l’ultimo blocco in chiave corale e diretta. La resa dei suoni ha privilegiato l’architettura dei synth e delle chitarre, con un mix che ha sostenuto sia le parti più atmosferiche sia i passaggi di maggiore densità ritmica.
Il festival e il contesto del tour 2026
La data di Firenze si inserisce nel tour estivo 2026, avviato pochi giorni prima al Primavera Sound di Barcellona, che ha riportato i The Cure sui grandi palchi dopo performance più intime, tra cui il concerto dedicato a Songs of a Lost World al Troxy di Londra. L’ultimo album del 2026 ha riacceso l’attenzione internazionale sulla formazione, arrivando a sedici anni dal penultimo lavoro in studio, 4:13 Dream (2008), e consolidando la presenza del gruppo nelle principali rassegne europee. Il passaggio fiorentino ha ribadito la capacità della band di mantenere una forte identità artistica, adattando gli arrangiamenti all’ampiezza degli spazi aperti e alla risposta di un pubblico eterogeneo.
Firenze Rocks ha completato una tre giorni ad alta affluenza, con Lenny Kravitz e Robbie Williams protagonisti delle due serate precedenti; lo show di Williams ha combinato musica, racconti personali, coreografie e cambi d’abito, ampliando lo spettro di pubblico del festival. Gli organizzatori hanno confermato la volontà di rafforzare ulteriormente la struttura dell’evento, valorizzando il complesso della Visarno Arena e l’accessibilità per il pubblico internazionale, in una stagione caratterizzata da ritorni di grandi nomi e da un rinnovato calendario di tour estivi.
Organizzazione e prospettive per Firenze Rocks 2027
Sul fronte organizzativo, il responsabile di Live Nation Italia Roberto De Luca ha anticipato novità per l’edizione 2027, tra cui l’ipotesi di un secondo palco e di un’area campeggio all’interno dell’area della Visarno Arena. Questi interventi mirano a distribuire meglio i flussi, diversificare i palinsesti e migliorare l’esperienza del pubblico, con ricadute logistiche e programmatiche rilevanti per l’assetto del festival. La performance dei The Cure, con oltre 1800 concerti complessivi all’attivo e quattordici album in studio, si inserisce in una lunga tradizione di live che hanno ridefinito l’estetica dark e new wave.
Il precedente passaggio dei The Cure a Firenze Rocks nel 2019 resta un riferimento per i frequentatori della rassegna, mentre il 2026 ha segnato un ritorno in una fase particolarmente favorevole, sospinta dalla risposta a Songs of a Lost World. La combinazione tra memoria storica, innesti di repertorio meno abituale e una produzione accurata ha sostenuto l’evento di chiusura, completando il quadro di un’edizione che ha ribadito il posizionamento internazionale del festival e il suo ruolo nella mappa dei grandi appuntamenti estivi italiani.



