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Femminicidio di Lorena Isceri: le drammatiche telefonate dal bagagliaio dell’auto

Lorena Isceri, 45enne di Firenze, è stata uccisa dall'ex compagno Federico Vella. Prima di morire, ha fatto tre chiamate di aiuto, tra cui una al 112.

Femminicidio di Lorena Isceri: le drammatiche telefonate dal bagagliaio dell’auto

Lorena Isceri, una donna di 45 anni, ha perso la vita in un tragico femminicidio perpetrato dal suo ex compagno, Federico Vella. Prima di essere uccisa, Lorena ha fatto tre disperate chiamate di aiuto, tra cui una al numero di emergenza 112. Le sue ultime parole, piene di terrore, sono state registrate dagli operatori della centrale operativa.

La vicenda ha sconvolto la comunità di Firenze e non solo, sollevando domande sulla prevenzione della violenza di genere e sulla protezione delle vittime. Le indagini sono ancora in corso, ma i dettagli emersi finora dipingono un quadro agghiacciante di un crimine premeditato.

Le chiamate di aiuto di Lorena Isceri

Lorena Isceri è riuscita a fare tre chiamate mentre era rinchiusa nel bagagliaio dell’auto del suo ex compagno. La prima chiamata è stata alla madre, seguita da una a un amico. La terza e più lunga chiamata è stata al 112, che ha trasferito la telefonata alla centrale della Questura di Firenze. Gli operatori hanno cercato di tenere Lorena al telefono per circa venti minuti, facendo domande per capire la sua posizione e cercare di salvarla.

Durante la chiamata, Lorena ha ripetuto più volte: “Federico mi ha rapita, vuole uccidermi”. Le sue parole sono state interrotte bruscamente quando Federico Vella ha aperto il bagagliaio e le ha chiesto: “Che cosa hai fatto?”. Subito dopo, la linea è caduta.

La scoperta della chiamata

Secondo le indagini, Federico Vella ha gettato via il cellulare di Lorena dopo aver interrotto la chiamata. Un passante ha poi segnalato alla polizia il luogo dove l’auto si era fermata. La polizia stradale ha individuato l’auto e ha cercato di fermare Vella, che aveva già gettato il corpo di Lorena dal cavalcavia. Prima di lanciarsi nel vuoto, Vella ha gridato agli agenti: “Mi ha tradito e mi ha trattato male”.

Le indagini e la ricostruzione dei fatti

Nonostante la morte di Federico Vella, le indagini non si sono fermate. La Procura di Firenze ha aperto un’inchiesta coordinata dal PM Antonio Natale per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Gli investigatori stanno esaminando i filmati delle telecamere di Autostrade e le riprese delle bodycam degli agenti. Sul corpo di Lorena Isceri è stata disposta l’autopsia per determinare se fosse ancora viva quando è stata gettata dal cavalcavia.

Le indagini stanno anche ricostruendo la passata relazione tra Lorena e Federico. La donna era tornata nel Salento per le vacanze estive, cercando di allontanarsi dalla dinamica di litigi e tensioni con l’ex compagno. Federico Vella aveva pubblicato sui social un video con delle foto e una scritta significativa prima del femminicidio: “Addio a tutti”.

La famiglia di Lorena Isceri

La famiglia di Lorena Isceri è arrivata a Firenze il 4 settembre, sconvolta dalla tragedia. La madre di Lorena ha raccontato ai giornalisti di aver parlato con la figlia la mattina del 3 settembre, quando sembrava tranquilla. “Aveva paura di lui” ha detto la madre, spiegando che Lorena era tornata in Puglia per sfuggire alla paura dell’ex compagno.

La zia di Lorena ha aggiunto che la famiglia aveva conosciuto Federico Vella e che era stato presente al matrimonio di sua figlia. “Non voleva denunciare. Era troppo buona e non poteva immaginare sarebbe accaduto questo” ha detto la zia.

La premeditazione del crimine

Le indagini hanno rivelato che l’aggressione di Federico Vella era stata premeditata. Nella vettura sono state trovate fascette elettriche e del nastro adesivo, probabilmente utilizzati per legare i polsi di Lorena. Vella aveva teso un agguato alla vittima nel garage di cui Lorena aveva la disponibilità, coprendo con dello scotch le cellule fotoelettriche per evitare che le porte si chiudessero.

Dopo aver aggredito Lorena, Vella l’ha caricata nel bagagliaio dell’auto e è partito. Nel bagagliaio, Lorena è riuscita a prendere il cellulare e a contattare il 112 per chiedere aiuto. La chiamata è durata una ventina di minuti, durante i quali gli operatori hanno cercato di capire la posizione di Lorena e di salvarla.

La tragedia si è conclusa con il lancio di entrambi dal cavalcavia, un gesto estremo che ha lasciato la comunità in stato di shock. Le indagini continuano per fare luce su tutti gli aspetti di questa vicenda tragica e per comprendere meglio le dinamiche che hanno portato a questo femminicidio.

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