Il comune di Sesto Fiorentino ha appena ampliato il proprio organico con due figure professionali di spicco: Mario Lodà ingegnere legato al Movimento 5 Stelle, e Paolo Bagnoli neo-pensionato dopo undici anni alla guida della Polizia Municipale. Entrambi opereranno a titolo gratuito, ma con deleghe definite, per sostenere il sindaco Damiano Sforzi in due settori considerati strategici.
Parallelamente, nella vicina città di Frosinone la questione della presidenza del Consiglio comunale si è trasformata in una vera e propria partita di scacchi, con le forze politiche locali che, ben lungi dall’appuntarsi su una soluzione rapida, la stanno usando come trampolino per le elezioni comunali del 2024 e, soprattutto, per la corsa alle elezioni nazionali del 2027-2028.
Consiglieri speciali a Sesto Fiorentino: obiettivi e primi passi
Mario Lodà è stato nominato consigliere speciale per la transizione ecologica. Il suo ruolo prevede la ripresa del percorso avviato dal precedente amministratore e la definizione di una Comunità energetica autonoma, in linea con le promesse elettorali del Movimento 5 Stelle. Lodà ha sottolineato che le energie pulite rappresentano “un cardine del nostro programma” e ha promesso di perseguire gli obiettivi con “serietà e responsabilità”.
Paolo Bagnoli, invece, assume la responsabilità di consigliere speciale per la Protezione civile. Dopo aver guidato la Polizia Municipale di Sesto per più di un decennio, il suo debutto avverrà durante la Giornata della Protezione civile, celebrata in Piazza Vittorio Veneto. Bagnoli ha ribadito che la Protezione civile non è solo la gestione di emergenze, ma una rete di persone tra pubblico e volontariato, e che mantenere vivi i collegamenti è essenziale per una risposta efficace.
Frosinone: la presidenza del Consiglio in stand-by diventa questione elettorale
Nel capoluogo del Lazio, la decisione sulla presidenza del Consiglio comunale è rimasta sospesa per mesi. Ciò che era una crisi istituzionale è diventato, nel giro di poche settimane, un elemento di leva per le diverse formazioni che si preparano alle elezioni comunali del 2024 e, soprattutto, alle elezioni politiche del 2027. Il ruolo di mediatore, tradizionalmente attribuito a chi detiene la presidenza, è ora visto come un potere strategico da conquistare.
Il ruolo di Antonio Scaccia e Futuro Nazionale
Il vicesindaco Antonio Scaccia, coordinator provinciale di Futuro Nazionale sta trasformando il suo ufficio in un vero e proprio battaglione politico. Dopo la recente adesione di personalità come Massimo Renzi, ex consigliere comunale, la sua squadra si espande rapidamente, raccogliendo adesioni con la stessa rapidità di una campagna di reclutamento militare. Scaccia non ha escluso la possibilità di presentare un proprio candidato alle prossime elezioni amministrative, facendo ipotizzare una frattura interna al centrodestra.
Identità Frusinate e la questione Di Trocchio
Nel frattempo, la lista civica Identità Frusinate ha acceso i riflettori su un altro nodo: l’ingresso in Giunta di Gianluca Di Trocchio ex commissario di Polizia di Stato, proposto per la Polizia Locale ma ancora in stallo. La civica ha pubblicato la documentazione completa del candidato, chiedendo al sindaco Riccardo Mastrangeli chiarezza sul motivo del ritardo. L’appello è stato sintetizzato nella domanda retorica “Chi ha paura di Gianluca Di Trocchio?”, segnalando una crescente frizione all’interno della maggioranza.
Il centrosinistra, pur mantenendo una posizione di ascolto, sta ancora costruendo la propria coalizione per la competizione del 2024, con il presidente regionale del Partito Democratico, Francesco De Angelis, che invita ad un ampliamento delle alleanze a livello provinciale.



