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Due tunisini arrestati per il furto di un Richard Mille a Firenze

Due giovani tunisini hanno rubato un costoso orologio a Firenze e sono stati fermati a Milano grazie a un’indagine basata su video, telefonate e noleggi.

Due tunisini arrestati per il furto di un Richard Mille a Firenze

Il 24 luglio un turista in visita a Firenze è stato vittima di una rapina in pieno giorno lungo il lungarno Corsini. Un duo di giovani, entrambi di origine tunisina, ha compiuto un gesto rapace: ha strappato dal polso del viaggiatore un orologio Richard Mille valutato intorno ai 200 000 euro. Il colpo, eseguito in pochi secondi, ha suscitato sconcerto tra i passanti e ha rapidamente attirato l’attenzione delle forze dell’ordine.

L’accaduto è avvenuto mentre la città era affollata di turisti e residenti, rendendo il furto più difficile da fermare. La vittima, ancora scossa, ha subito denunciato l’accaduto e ha collaborato fornendo la descrizione dei due sospetti. Nei giorni successivi le autorità hanno avviato un’inchiesta approfondita per ricostruire la dinamica dell’evento e individuare i responsabili.

Come è stato eseguito il furto di un orologio da 200mila euro

Secondo le ricostruzioni operative, i due assalitori hanno avvicinato il turista con un atteggiamento amichevole, per poi, con un movimento fulmineo, strappargli via il prezioso Richard Mille. L’uso di una tecnica di scippo rapido ha impedito a chiunque di intervenire in tempo. Dopo l’azione, i rapinatori hanno abbandonato il luogo in maniera veloce, dirigendosi verso le vie laterali del quartiere.

Elementi che hanno facilitato il crimine

Gli investigatori hanno notato che i due giovani erano ben coordinati: uno distrarre e l’altro eseguire il furto. L’uso di abbigliamento informale e la mancanza di dispositivi di sicurezza visibili hanno ridotto l’attenzione dei passanti. Inoltre, il valore elevato dell’orologio di lusso ha reso la scena particolarmente attraente per una rapina di alto profilo.

Le indagini e l’arresto a Milano

Le autorità hanno subito attivato una rete di sorveglianza basata sui filmati delle telecamere di emergenza presenti lungo il lungarno. Analizzando le registrazioni, i carabinieri hanno incrociato le immagini con i dati delle prenotazioni alberghiere e dei noleggi di e-bike, individuando movimenti sospetti dei due giovani nelle ore successive al furto. I tabulati telefonici hanno fornito ulteriori tracce, rivelando che i rapinatori si erano recati verso il capoluogo lombardo.

Il 22 settembre, grazie alla collaborazione tra la questura di Firenze e i carabinieri di Milano, è stato eseguito il fermo dei due sospetti nella zona di Porta Vittoria. Entrambi i rapinatori, di 19 e 30 anni, sono stati posti in custodia cautelare e il giudice ha convalidato il provvedimento, negando loro la libertà provvisoria. L’arresto ha permesso di recuperare, almeno in parte, il gioiello sottratto, anche se il valore esatto del contenuto rimane da confermare.

Le indagini hanno mostrato come la combinazione di tecnologia di videosorveglianza, analisi dei dati di mobilità e lavoro di intelligence telefonica possa portare a risultati rapidi anche in casi di crimini di alto profilo. Le autorità hanno sottolineato l’importanza di una risposta coordinata tra le forze dell’ordine di diverse regioni per contrastare efficacemente le reti criminali itineranti.

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