Nel corso degli ultimi sei anni il Comune di Sesto Fiorentino ha registrato una differenza consistente tra le somme dovute per il servizio rifiuti e quanto effettivamente imputato alle bollette della TARI. Secondo la ricostruzione effettuata da Via Nova l’importo totale ammonta a 5.078.680 euro distribuito così: 2021 – 219.767 €, 2022 – 216.571 €, 2023 – 449.394 €, 2024 – 965.710 €, 2025 – 839.958 €, 2026 – 2.387.280 €.
Le quote non addebitate: perché non compaiono nel bilancio comunale
Il capogruppo di Via Nova, Daniele Brunori ha spiegato che le somme non sono state inserite nella tariffa TARI a causa dei limiti alla crescita tariffaria stabiliti dal Comune. Egli sottolinea che, se tali importi fossero cancellati definitivamente non rimarrebbero controversie, ma l’assessore al Bilancio Antonio Bindi ha precisato che Alia non intende rinunciare al credito, accettando semplicemente un pagamento posticipato.
Dettaglio delle somme per anno
Il calcolo anno per anno è il seguente: nel 2021 il servizio ha generato 219.767 €, nel 2022 216.571 €, nel 2023 449.394 €, nel 2024 il salto è stato notevole, arrivando a 965.710 €, nel 2025 si attestano a 839.958 € e nel 2026 la cifra supera il milione e mezzo, raggiungendo 2.387.280 €. L’accumulato supera i cinque milioni di euro in sei esercizi, come indicato nella nota di Via Nova: “Oltre 5 milioni di euro in sei anni“.
Richieste di trasparenza da Via Nova e altri soggetti
Brunori ha dichiarato che, finché le cifre non saranno iscritte come debito comunale o riconosciute da Plures Alia resta imperativo capire dove siano contabilizzate. La questione è stata sollevata anche in Commissione Bilancio, ma l’assessore Bindi non ha fornito ulteriori dettagli, suggerendo di rivolgersi direttamente all’ATO Toscana Centro.
Via Nova risponde con una missiva formale indirizzata a più enti: al sindaco di Sesto Fiorentino, all’ATO Toscana Centro, a Plures Alia, al Collegio dei Revisori dei Conti e alla Corte dei Conti. L’obiettivo è ottenere una risposta chiara su come questi 5.078.680 euro siano rappresentati nella contabilità pubblica e chi, in definitiva, dovrà sostenere il costo.
Un movimento trasversale tra i comuni della Toscana
Il dibattito non si limita a Sesto Fiorentino. Il comitato Open Plures affiancato da consiglieri di altri comuni – Maria Di Palo a Scandicci, Jonathan Targetti a Prato e Paolo Bambagioni a Firenze – sta chiedendo una maggiore trasparenza nella gestione dei crediti legati alla TARI. A questi hanno aderito Lorenzo Somigli e l’associazione La Firenze che Vorrei impegnati nello studio di atti e numeri per far emergere le domande ancora senza risposta.
Secondo Brunori, non si tratta di un debito occulto del Comune né di un allarme imminente, ma semplicemente di una necessità di sapere dove siano collocati i 5.078.680 € e quale sarà il loro destino. L’assenza di chiarezza rischia di trasformare, in futuro, gli aumenti della TARI in costi da recuperare direttamente sui cittadini di Sesto Fiorentino.
Prospettive e prossime mosse
Con la pressione crescente di tutti gli attori coinvolti, la speranza è che l’ATO Toscana Centro e Plures Alia forniscano una contabilità dettagliata e una tempistica di pagamento. Intanto, Via Nova promette di rendere pubblico ogni scambio di corrispondenza, così da rendere visibile a tutti i contribuenti il percorso di questi più di cinque milioni di euro.



